mercoledì 22 febbraio 2017

In partibus Ultramaris

In partibus Ultramaris
I Genovesi, la crociata e la Terrasanta (secc. XII-XII)
di Antonio Musarra
pp. 784, € 51,00
ISIME, 2017
ISBN: 978-88-98079-52-0

Il volume, frutto di una tesi dottorale discussa nel giugno del 2012 presso l’Università degli Studi di San Marino, tenta di valutare l’incidenza della partecipazione al movimento crociato e della frequentazione della Terrasanta sulle istituzioni, sulla società, sull’economia e sulla mentalità dei Genovesi dei secoli XII e XIII. Se da questo punto di vista, Pisa e Venezia hanno ricevuto le maggiori attenzioni – basti pensare ai molti studi sulla quarta crociata e sull’influenza ch’essa ha avuto nella costruzione dell’identità municipalistica veneziana, o al modo in cui la storiografia pisana ha guardato a episodi quali la presa di Palermo, di al-Mahdīya o delle Baleari, o, ancora, alle spedizioni dell’arcivescovo Daiberto alla prima crociata e dell’arcivescovo Ubaldo alla terza –, Genova, pur beneficiando di validi lavori sul secolo XII, e, in particolare, sull’opera storiografica di Caffaro, difettava d’un’analisi ad ampio raggio, soprattutto a fronte della straordinaria continuità della sua esperienza crociata e della gran mole di documentazione pervenutaci. Non a caso, la considerazione del ruolo avuto dai Genovesi all’interno del movimento crociato è stata per molto tempo subordinata alla loro funzione economico-commerciale. Non a torto: le crociate agirono effettivamente da catalizzatore dei traffici occidentale verso il Levante, favorendo un più generale movimento di uomini e merci tra le diverse sponde del Mediterraneo. Tuttavia, non è possibile esaurire il loro ruolo in questa prospettiva. Anche i Genovesi prendevano la croce. Senza per questo tralasciare i propri interessi economici. La loro spinta espansionistica fu spesso accompagnata da una forte carica ideale e religiosa, tendente a sottolineare il sempre vivo ruolo anti-musulmano rivestito dai propri concittadini o, più semplicemente, il favore divino nei propri confronti. Il volume, dunque, tenta di coniugare questi aspetti ad altri quali la situazione politica interna, la strategia diplomatica a livello internazionale, l’impegno militare e il quadro della mentalità, con lo scopo di cogliere le molte modalità di approccio dei Genovesi alle terre del Levante nel corso dei cosiddetti secoli “crociati”.
Antonio Musarra è nato a Genova il 22 aprile del 1983. Si è laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Genova nell’ottobre del 2007 con una tesi dal titolo La guerra di San Saba. Genova nel Grande Gioco delle potenze marittime italiche nel Mediterraneo (relatrice: Marina Montesano; votazione: 110/110 e lode).
Ha approfondito l’interesse per l’espansione genovese nel Mediterraneo basso-medievale, con particolare riguardo alla partecipazione al movimento crociato e alla presenza in Siria-Palestina, durante il corso di Dottorato di ricerca in Scienze Storiche, frequentato, fruendo di una borsa di studio, presso l’Università degli Studi di San Marino nel triennio 2009-2012 (IX ciclo). Il 12 giugno 2012 ha difeso una tesi dal titolo Praepotens Ianuensium Praesidium. Genova, la crociata e la Terrasanta nella seconda metà del Duecento (tutor: Anthony Molho; votazione: 60/60 e dignità di stampa).
Il 24 luglio 2012 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Genova (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) con una tesi dal titolo Il latino di un notaio ecclesiastico tardo-medievale. L’inedita Historia translationis beati Ioannis Baptiste ad Civitatem Ianue di Nicolò de Porta (relatore: P. Prof. Mauro De Gioia, CO; votazione: 60/60 e lode).
L’11 novembre dello stesso anno ha conseguito il Diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Genova.
Visita il sito dell'autore, clicca qui !

martedì 21 febbraio 2017

Imbreviature. Il registro (anni 1300-1314)

Imbreviature. Il registro (anni 1300-1314)
di Ser Matteo Biliotto Notaio
a cura di Manila Soffici
pp. XXXII-786, € 95,00
Sismel, 2016
ISBN: 978-88-8450-747-1
L'intensa attività professionale del notaio Matteo di Biliotto da Fiesole, che visse ed operò a Firenze tra XIII e XIV secolo, resta attestata da due soli registri superstiti, dei quali il primo (anni 1294-1296) è stato pubblicato nel 2002 in questa stessa collana a cura di Manila Soffici e Franek Sznura. Si pubblica adesso il secondo registro di imbreviature, contenente rogiti accolti principalmente a Firenze tra gli ultimi mesi del 1300 e la metà del 1314, periodo conclusivo del percorso professionale (e della vita) del notaio. La varietà dei testi e la ricchezza delle tipologie negoziali contenute in questa fonte offrono alla storiografia sulla Firenze medievale dell'età di Dante materiali interessanti, che dobbiamo alla penna e al lavoro di un notaio dalla personalità poliedrica e complessa, il quale sperimentò ruoli e responsabilità politiche ed istituzionali di primo piano nel contesto cittadino e non solo. Il volume è chiuso da una serie di indici analitici dettagliati.

lunedì 20 febbraio 2017

Il poeta innamorato

Il poeta innamorato
Su Dante, Petrarca e la poesia medievale
di Marco Santagata
pp. 224, € 16,00
Guanda, 2017
ISBN: 9788823517226

La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità. Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.
Marco Santagata è docente e scrittore italiano.
Laureatosi alla Scuola Normale, insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa. Dal 1984 al 1988 ne ha diretto l’Istituto di letteratura italiana, ed è stato poi direttore del Dipartimento di Studi italianistici.
È stato visting professor in molti atenei prestigiosi come la Sorbona, l'Università di Ginevra, la UNMA di Città del Messico e Harvard.
La sua attività di studioso è rivolta soprattutto alla poesia dei primi secoli, con una particolare attenzione a Dante e a Petrarca.
Su Dante, di cui ha curato per i Meridiani Mondadori l’edizione commentata delle Opere, ha scritto il libro L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante (il Mulino, 2011) e la biografia Dante. Il romanzo della sua vita  (Mondadori, 2012). Tra i lavori petrarcheschi si segnalano il commento al Canzoniere (Mondadori, 2004)  e il libro I frammenti dell’anima (il Mulino, 2011).
Si è inoltre occupato di Leopardi (Quella celeste naturalezza. Le canzoni e gli idilli di Leopardi, Il Mulino, 1994) e della poesia fra Otto e Novecento (Per l’opposta balza. “La cavalla storna” e “Il commiato” dell’”Alcyone”, Garzanti, 2002). Accanto a quella scientifica svolge anche l'attività di narratore: con il romanzo Il Maestro dei santi pallidi (Guanda) ha vinto il premio Campiello 2003. Suoi anche Papà non era comunista (Guanda, 1996), L'amore in sè (Guanda, 2006), Il salto degli Orlandi (Sellerio, 2007), Voglio una vita come la mia (Guanda, 2008), Come donna innamorata (Guanda, 2015). Inoltre, ha scritto con Alberto Casadei il Manuale di letteratura italiana medievale e moderna (Laterza, 2007) e il Manuale di letteratura italiana contemporanea (Laterza, 2009).
Nel 2015 pubblica con le edizioni Guanda Come donna innamorata, grazie al quale entra nella cinquina dei finalisti del Premio Strega.

venerdì 17 febbraio 2017

Lancellotto

Lancellotto
Versione italiana inedita del «Lancelot en prose»
Edizione critica a cura di Luca Cadioli
pp. XIV-470, € 68,00
Sismel, 2016
ISBN: 978-88-8450-718-1

Il ritrovamento fortuito di cinquantasei fogli di pergamena dimenticati nella soffitta di una villa signorile consente oggi di leggere il Lancellotto, l'unica traduzione in antico italiano a noi pervenuta del Lancelot propre. Il ciclo della Vulgata ebbe diffusione vastissima nella Francia dei secoli XIII e XIV, ma la storia dell'amore di Lancillotto e Ginevra e della ricerca del Santo Graal travalicò ben presto le Alpi per giungere in Italia, e qui diffondersi in maniera capillare, sia in lingua originale sia in traduzione: possediamo infatti le versioni dell'Estoire del Saint Graal, della Queste del Saint Graal e della Mort Artu. Mancava però, fino ad oggi, una traduzione italiana del nucleo fondativo del ciclo. Il lungo frammento ritrovato (ora conservato nella Biblioteca della Fondazione Ezio Franceschini) è tratto da un codice allestito a Firenze alla fine del sec. XIV; è composto da otto quaderni non rilegati, e tutti i fogli risultano palinsesti, provenienti da almeno quattro diversi manoscritti di ambito giuridico-notarile. Il testo tramanda una parte delle Suites de la Charrette e una dell'Agravain, secondo la versione lunga del romanzo. La traduzione dal francese procede in maniera letterale, e la lingua abbonda di gallicismi e calchi dal francese. L'edizione critica del romanzo, inquadrata dallo studio delle fonti francesi e delle modalità di traduzione e copia del testo, apre così un importante nuovo capitolo nella storia della tradizione arturiana in Italia.

giovedì 16 febbraio 2017

Firenze prima di Arnolfo

Firenze prima di Arnolfo
Retroterra di grandezza
a cura di Timothy Verdon
Atti del doppio ciclo di conferenze su arte, urbanistica e storia della Firenze di ottocento anni fa
pp. 244, € 28,00
Mandragora, 2017
ISBN: 978-88-7461-310-6

Scrivendo nel primo Trecento dell’erigenda nuova Cattedrale, Giovanni Villani dice che quella precedente, Santa Reparata, era «piccola e di molto grossa forma». La stessa cosa si poteva forse dire di quasi tutte le strutture pubbliche cittadine, e della città di Firenze nel suo insieme, prima dell’esplosione edilizia avvenuta negli ultimi decenni del Duecento, il cui protagonista fu Arnolfo di Cambio. Come era allora Firenze tra l’XI e la fine del XIII secolo prima dell’espansione della cinta muraria, prima delle grandi basiliche, prima di Santa Maria del Fiore e di Palazzo della Signoria? E quali energie religiose, politiche, economiche prepararono la totale ridefinizione del concetto della città ai tempi di Arnolfo, Dante e Giotto?

mercoledì 15 febbraio 2017

La mobilità sociale nel Medioevo italiano

La mobilità sociale nel Medioevo italiano
2. Stato e istituzioni (secoli XIV-XV)
a cura di Andrea Gamberini
pp. 420, € 39,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867287086 

L’ipotesi di ricerca che il volume sottopone a verifica individua nei primi decenni del Trecento una sorta di tornante, in cui le dinamiche socio-economiche, fino ad allora preponderanti nel definire le opportunità di mobilità, cedono il primato al fattore politico-istituzionale, ovvero al protagonismo delle nuove e più ampie formazioni che vanno adesso prendendo piede. In questa chiave la Lombardia, regione storicamente molto eterogenea, costituisce un caso di studio particolarmente interessante, dove l’avvento dello stato regionale impatta sui percorsi di ascesa e discesa sociale, dischiudendo canali e favorendo nuove rappresentazioni culturali della mobilità.
Nel complesso quello che emerge dalle ricerche che qui si presentano è un quadro ricco di suggestioni, che consente di ritematizzare su basi nuove e originali una grande questione della storia medievale.
Andrea Gamberini (Milano, 1970) è professore di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi studi riguardano prevalentemente la storia della società italiana del tardo Medioevo, con particolare attenzione alle dinamiche costitutive dello stato, al rapporto città/contado in età post-comunale, alle culture delle aristocrazie territoriali. Più recentemente si è dedicato allo studio dei linguaggi politici in età basso medievale. 

martedì 14 febbraio 2017

Alboino

Alboino
Frammenti di un racconto (Secoli VI-XI)
di Francesco Borri
pp. 288, € 28, 00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2016
ISBN: 9788867286713 

Alboino è il re dei Longobardi che nell’anno 568 prese l’Italia con un grande esercito di barbari, fondandovi un regno che sarebbe resistito per oltre due secoli. Pochi mesi dopo la conquista, il grande sovrano veniva assassinato nel suo palazzo di Verona da alcuni uomini del suo seguito con la complicità della moglie.
La figura di Alboino proiettò un’ombra obliqua sulla vicenda del regno, divenendo un personaggio di primaria importanza per la storia e l’autorappresentazione dei Longobardi. In un processo apparentemente contraddittorio, il suo racconto si arricchì nella testimonianza degli autori che vissero sempre più distanti dagli anni della sua morte, guadagnando elementi narrativi che riflettevano necessità contemporanee.
Restituite al loro contesto, le narrazioni sul re permettono di dischiudere un angusto accesso che tortuosamente conduce il lettore alla secolare storia dei Longobardi e all’evolversi della loro identità.
Francesco Borri insegna Storia all’Università di Vienna ed è ricercatore presso l’Institut für Mittelaterforschung dell’Accademia austriaca delle Scienze. 

lunedì 13 febbraio 2017

Il fantastico nella letteratura medievale

Il fantastico nella letteratura medievale
di Alberto Varvaro
pp. 144, € 14,00
Il Mulino, 2016
ISBN: 978-88-15-26546-3

Un passaggio decisivo nella storia della letteratura europea del XII secolo: l’apertura dei testi volgari all’elemento fantastico, quella materia narrativa che trova espressione nella fiaba e che sfida le categorie di vero, verosimile, irreale. Si tratta di una svolta improvvisa, che riguardò gran parte dell’Europa romanza e che qui viene delineata a partire dalla ricca produzione di area francese.
INDICE DEL VOLUME: Introduzione. - I. Il mastro ladro. - II. Verosimiglianza storica e funzione esemplare. - III. Merlino e Artù in Goffredo di Monmouth. - IV. Artù prima di (o accanto a) Goffredo di Monmouth. - V. La storia dei cigni. - VI. La «Chanson du Chevalier au Cygne». - VII. La contessa d’Angiò. - VIII. La vicenda di Ami e Amile. - IX. La storia di Carlomagno ladro: la perduta canzone di Basin. - X. Due «fabliaux». - XI. Le imprese di Trubert. - XII. Tristano e Isotta. Premesse. - XIII. Tristano e il drago. - XIV. I temi folclorici nel «Tristan». - XV. Il rapimento della regina e il personaggio di Lancillotto. - XVI. La storia di Roberto il Diavolo. - Postfazione, di L. Minervini e G. Palumbo. - Indice dei nomi.
Alberto Varvaro (1934-2014) è stato professore di Filologia romanza all’Università di Napoli «Federico II». Tra i suoi numerosi libri ricordiamo, pubblicati dal Mulino, «La parola nel tempo» (1984), «Letterature romanze del medioevo» (1985), «Apparizioni fantastiche. Tradizioni folcloriche e letteratura nel Medioevo» (1994), «Adultèri, delitti e filologia. Il caso della baronessa di Carini» (2010) e «La formazione delle lingue romanze» (2014).

domenica 12 febbraio 2017

Ricerche a Santa Maria Novella

Ricerche a Santa Maria Novella
Gli affreschi ritrovati di Bruno, Stefano e gli altri
a cura di Anna Bisceglia
pp. 275, € 45,00
Mandragora, 2016
ISBN: 978-88-7461-301-4

Per la prima volta sono presentate in una pubblicazione, di alto spessore scientifico ma anche di ampia divulgazione, le recenti scoperte degli antichi affreschi medievali ricomparsi sulle pareti della navata della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze e che appartengono alla fase più antica della storia della chiesa.
Questi straordinari ritrovamenti, che hanno stupito gli esperti del settore per la loro unicità e per la loro collocazione, sono stati possibili grazie a un programma di interventi di restauro che ha interessato tutte le pale d’altare della chiesa. Un puntuale confronto tra quanto emerso e le fonti storiografiche ha consentito agli autori del volume di tracciare un quadro storico-artistico di riferimento in cui si intrecciano le antiche vicende del complesso domenicano e quelle di un’intera cittadina nella quale l’arte non è mai solo arte, ma è sempre strettamente connessa con la politica.

venerdì 10 febbraio 2017

Maiestas

Maiestas
Politica e pensiero politico nella Napoli aragonese  (1443-1503)
di Guido Cappelli
pp. 236, € 23,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843085750

Questo libro tratta del Regno di Napoli nella seconda metà del XV secolo. Tuttavia, esso aspira anche a fornire un saggio del più generale pensiero politico italiano in quella fase cruciale tra basso Medioevo e prima Età moderna, quando si forgiò una peculiare dottrina dello Stato – organico, centralizzato e ispirato a criteri di razionalità e armonia – animata dalla partecipazione e dall’ispirazione di quella straordinaria avanguardia intellettuale che in Italia si chiamò umanesimo, nel “secolo lungo” che va da Petrarca a Erasmo. Nel corso di sei densi capitoli in equilibrio tra storia intellettuale e letteratura politica, il volume mette in luce la parabola della proposta politica umanistica, proiettando l’immagine di una Napoli in prima fila nelle trasformazioni del suo tempo: una revisione storiografica che contribuisce a restituire alla capitale il ruolo storico che troppo spesso la critica le ha negato.
Guido Cappelli insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli  “L’Orientale”. Dottore di ricerca in Letteratura umanistica presso  l’Università di Messina, specializzato all’Universitat  Autònoma de Barcelona, fra i suoi lavori si contano diversi saggi sul pensiero politico  umanistico, l’edizione critica del De principe di Giovanni Pontano (Salerno Editrice, 2003) e, per Carocci editore, il volume L’umanesimo  italiano da Petrarca a Valla (2a rist. 2014).