venerdì 29 aprile 2016

L'Armata Brancaleone. La sceneggiatura

L'Armata Brancaleone. La sceneggiatura
a cura di Fabrizio Franceschini
pp. 360, € 25,00
Erasmo, 2016
ISBN: 8898598459

Per festeggiare il cinquantesimo del film Edizioni Erasmo ha pubblicato: L’armata Brancaleone. La sceneggiatura.
Il volume è curato da Fabrizio Franceschini, professore ordinario di Linguistica italiana presso  l’Università di Pisa, che analizza, con un’ampia introduzione e le consuete e accurate note della collana (diretta da Massimo Ghirlanda), la sceneggiatura originale scritta da Mario Monicelli, Age (Agenore Incrocci) e Furio Scarpelli e che ha voluto andare alla ricerca dei documenti, per ricostruire il testo originale di una sceneggiatura memorabile che fin qui non era mai stata pubblicata. Un lavoro di ricomposizione, dunque, che ha permesso di arrivare a una versione vicina a quella utilizzata a ridosso delle riprese del film. Che ora viene pubblicata dalla casa editrice Erasmo in un volume di grande interesse per i linguisti e per gli appassionati di cinema.
La presentazione è stata affidata al medievista Franco Cardini, la postfazione è di Giacomo Scarpelli, figlio di Furio.
Fabrizio Franceschini, nato a Buti (PI) il 6 luglio 1951, ha condotto gli studi universitari presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e l'Università di Pisa, laureandosi nel 1974 a pieni voti e con lode. E’ stato perfezionando (1974-78) e quindi ricercatore presso la Scuola Normale Superiore, passando poi nei ruoli dell’Università di Pisa. Dal 1998 ha insegnato come prof. associato di Linguistica italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, Dipartimento di Studi Italianistici, ed è dal 2008 ordinario della stessa disciplina nella stessa sede. Ha tenuto e tiene insegnamenti di Linguistica italiana, Storia della lingua italiana, Didattica della lingua italiana a livello di laurea triennale e di laurea magistrale. Fa parte del Dottorato di Ricerca di Studi italianistici dell’Università di Pisa, recentemente integrato nella Scuola di Letterature e Filologie moderne.

mercoledì 27 aprile 2016

Guerre di torri

Guerre di torri
Violenza e conflitto a Roma tra 1200 e 1500
di Alberto Di Santo
pp. 372, € 32,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2016
ISBN: 9788867285044

Tornei, giostre, razzie, cacce di tori per le strade della città, personaggi di alto profilo politico letteralmente divorati dalla folla, vendette, faide e lotte tra fazioni... Sono molti i conflitti e le violenze esaminati in questo volume, di cui si indagano le ragioni profonde. A provocarli è solo il desiderio di potere, di arricchirsi o di mantenere lo status quo da parte delle élite? O, quasi all’opposto, essi possono esser causati dalla difesa di diritti acquisiti o addirittura da una domanda di rinnovamento e giustizia sociale da parte degli strati più ampi e poveri della popolazione?
Il lettore scoprirà che indagare il contesto territoriale di Roma e del suo distretto ‒ questo il teatro degli eventi in esame ‒ nel periodo compreso tra XIII e XV secolo, attraverso l’apporto documentario di diari, cronache e resoconti stilati più o meno quotidianamente da testimoni contemporanei, significa compiere anzitutto un’investigazione sugli universi emotivi dei singoli cronisti nei confronti della violenza. Solo così sarà possibile capire, e scoprire, se e fino a che punto tali emozioni abbiano influenzato la rappresentazione degli eventi riportati sulla carta e la nostra possibilità di interpretarli.
Alberto Di Santo, storico, ha scritto sceneggiature per La grande avventura dell’archeologia (De Agostini home-video, 2001) e programmi fiction e sit-com a finalità didattica (RAI Educational, 2004-2006). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo quattro monografie della collana «Il Bel Paese» patrocinata dall’UNESCO (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2000-2005) e Monumenti antichi, fortezze medievali (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 2010).  

venerdì 22 aprile 2016

La guerra di Francesco
Gioventù di un santo ribelle
di Barbara Frale
pp. 240, € 16,00
Utet, 2016
ISBN: 9788851136413
 
Ogni volta che sentiamo nominare san Francesco d’Assisi, la nostra mente si affolla di immagini: lupi ammansiti, dialoghi con gli uccelli, mani segnate dalle stigmate, aureole dorate che doppiano l’umile cerchio di capelli della chierica. Il suo volto, nei nostri ricordi, ha l’eleganza pacata degli affreschi di Giotto o la spigolosità timida del ritratto di Cimabue. In ogni caso, ci appare sempre come se fosse nato con il saio addosso.
Ma com’era Francesco prima della conversione? Quali impegni e svaghi occupavano le sue giornate di figlio primogenito di un mercante ricchissimo, in odor di nobiltà?
Le biografie antiche non dedicano molto spazio ai suoi anni giovanili, quando militava nelle truppe di cavalleria del comune di Assisi e spendeva i suoi giorni dividendosi fra la lucrosa attività paterna e i divertimenti tipici dei signori di fine XII secolo. Eppure, qualche testimonianza arrivata fino ai nostri giorni ci permette di recuperare un’immagine vivida e dettagliata della sua giovinezza, che la Legenda maior, la biografia ufficiale scritta da san Bonaventura, preferisce tacere. Scopriamo così che il giovane Francesco – carismatico, arguto e un po’ sopra le righe – non era proprio un modello di virtù cristiane: soldi, donne, cacce audaci e battaglie sanguinarie segnarono la giovinezza del santo più amato d’Italia.
Barbara Frale (Viterbo, 1970) è una storica del Medioevo ed esperta di documenti antichi. Dopo la laurea e il dottorato in Storia presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, nel 2001 è entrata in servizio come Ufficiale presso l’Archivio Segreto Vaticano, dove ha potuto approfondire gli studi sui Templari direttamente sulle carte originali custodite nell’archivio pontificio.
Ha collaborato con vari quotidiani ed emittenti televisive italiane ed estere per la realizzazione di servizi e documentari storici.
Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: I Templari e la Sindone di Cristo (il Mulino, 2009), La Sindone di Gesù Nazareno (il Mulino, 2009), Il principe e il pescatore. Pio XII, il nazismo e la tomba di San Pietro (Mondadori, 2011), L’inganno del gran rifiuto. La vera storia di Celestino V, papa dimissionario (Utet, 2013) e Crimine di Stato. La diffamazione dei Templari (Giunti, 2014).

martedì 19 aprile 2016

Dante e l'Oriente

Dante e l'Oriente
di Brenda Deen Schidgen
Edizione italiana a cura di Giuseppe Crimi
pp. 208, € 18,00
Salerno Editrice, 2106
ISBN: 978-88-8402-955-3

Il rapporto di Dante con l’Oriente nel disegno della Commedia. Il tema della presenza della materia orientale nell’opera dantesca, dopo essere stato affrontato nei primi decenni del Novecento in maniera sbrigativa o sbilanciata, nettamente verso la ricerca delle fonti islamiche nella Commedia, grazie a questo studio viene riproposto in una prospettiva più ampia e articolata. Il volume mette in luce il significato della geografia dantesca, la concezione dell’Est, la critica nei confronti delle crociate, il problema dibattuto della salvezza dei popoli vissuti fuori dai confini del mondo cristiano e l’importanza dei mirabilia: dall’esame attento di questi aspetti emerge una visione differente del rapporto di Dante con l’Oriente, letta in funzione del disegno complessivo della Commedia.
Brenda Deen Schidgen insegna Letterature comparate all’ Università della California. Tra i suoi libri ricordiamo: The Rhetoric Canon, Crisis and Continuity: Time in the Gospel of Mark, Power and Prejudice: Reception of the Gospel of Mark (1999).

venerdì 15 aprile 2016

La leggenda del Santo Imperatore

La leggenda del Santo Imperatore
di Natale Benazzi
pp. 342, € 17,00
Villaggio Maori Editore, 2016
ISBN: 9788898119677

Vatileaks è solo l'ultimo degli scandali che scuotono periodicamente la Chiesa nella sua forma temporale. A partire dal “sogno” di Costantino, fino alle vicende che hanno portato alla nascita dell'impero carolingio, la storia mette in luce i controversi rapporti, tuttora in atto, tra fede e potere. Può la società contemporanea fare a meno del Vaticano come struttura economica e politica? Dall'autore de Il libro nero dell'Inquisizione, Natale Benazzi, una nuova inchiesta, appassionante come un romanzo, accurata come un saggio storico.
Natale Benazzi è nato nel 1961 a Legnano. Vive a Milano. Teologo, collabora con l'Ufficio beni culturali della Conferenza Episcopale Italiana (ha curato, tra l'altro, l'antologia Arte e Teologia per i tipi di EDB, 2003). Nell'ambito della storia della Chiesa ha curato l'antologia Archivum. Documenti della storia della Chiesa dal I secolo a oggi (Piemme, 2000). Ha pubblicato tra l'altro: Il libro nero dell'inquisizione (Piemme, 1998); Il caso del monastero indemoniato (Piemme, 2000); La Chiesa non risponde (Piemme, 2002); Il Natale del 1943. Esercizi di cristianesimo sulle lettere di Bonhoeffer da Tegel (Centro Ambrosiano, 2003); Dieci domande scomode a Gesù (Piemme, 2005), La leggenda del Santo Imperatore (Villaggio Maori edizioni, 2015). Per le Edizioni San Paolo ricordiamo: 1001 fatti della storia della Chiesa (2009), Il terzo cantico (2012).

giovedì 14 aprile 2016

Rima e melodia nell'arte allusiva dei trovatori

Rima e melodia nell'arte allusiva dei trovatori
di Stefano Milonia
pp. 224, € 24,00
Edizioni Nuova Cultura, 2016
ISBN: 9788868125615

Rima e melodia sono i due elementi della lirica trobadorica che più hanno il potere di radicarsi nella memoria. Poeti, cantori, giullari: il trobar è un’arte della parola, della musica e del gioco, e in tutto questo la memoria ha un ruolo centrale. Le liriche si richiamano o riecheggiano le une nelle altre, l’allusione si nasconde nelle rime e nelle note, e non sempre siamo in grado di afferrarla. A volte essa è ricercata, a volte inconscia, a volte celata.
Questo studio cerca di sondare i meccanismi allusivi dei trovatori con una nuova attenzione alla musica, alla sua trasmissione e alla sua composizione. Cerca nuovi legami e invita a trovarne di nuovi: parte integrante del libro è infatti il Database delle terminazioni musicali della lirica trobadorica, uno strumento con il quale è possibile confrontare le rime e i rimanti delle liriche con la loro musica.
Stefano Milonia ha studiato filologia romanza e si è interessato alla poesia e alla musica di trovieri e trovatori. Attualmente frequenta il dottorato in Scienze del Testo presso l’Università “la Sapienza” di Roma e sta allestendo una nuova edizione critica del trovatore Peirol.

mercoledì 13 aprile 2016

Il Monferrato nell'Oriente mediterraneo (secoli XII-XV)

Il Monferrato nell'Oriente mediterraneo (secoli XII-XV)
di Andrea Paleologo Oriundi
pp. 244, € 14,00
Eden Editori, 2016
ISBN: 8898971214

Partendo dal chiedersi cosa avesse portato la figlia del marchese di un piccolo Stato piemontese del XIII secolo a sposare nientemeno che l’erede al trono dell’impero romano d’Oriente, l’autore ha ricostruito un vivo quadro dei complessi rapporti tra il mondo occidentale latino e quello orientale greco negli ultimi secoli del Medio Evo.
Di opere sull’argomento, o più propriamente su parti di esso inquadrate in disamine più generali, ne sono state pubblicate molte, anche recentemente; questo lavoro rappresenta qualcosa di diverso: un testo che raccoglie l’intera storia dei complessi, talvolta poco conosciuti, rapporti che le case dei marchesi di Monferrato (Aleramici prima e Peleologi poi) hanno intessuto con il vicino Oriente (Costantinopoli e Terrasanta) o , come veniva chiamato all’epoca, con l’Oltremare, dal XII al XV secolo.
Tali imprese e legami, propiziati dalle crociate, si inquadrano in un più vasto movimento di avvicinamento tra due mondi, l’Occidente latino e l’Oriente greco, e tra due civiltà profondamente differenti, rimasti a lungo estranei e fondamentalmente ostili uno all’altro ma che fatalmente erano destinati ad incrociarsi e scontrarsi con le aperture dell’ultimo periodo del Medio Evo.
Le parole dell’Usseglio, autore di un datato ma esauriente studio sui marchesi di Monferrato di stirpe aleramica, possono degnamente sintetizzare le vicende più affascinanti narrate nel testo: “Nessuna fervida immaginazione di poeta ha potuto sognare mai pel suo eroe una più splendida epopea di quella onde fu protagonista Corrado di Monferrato, e se chi legge troverà esagerato questo mio giudizio ne dia colpa alla mia insufficienza che non mi permise di rendere evidente nel mio racconto quanto v’era di grandioso e, quasi direi, di meraviglioso.” Giudizio che può senz’altro estendersi anche agli altri figli di Guglielmo il Vecchio.
Andrea Paleologo Oriundi, veneziano del 1952, Ufficiale di Marina, ha saputo raccontare la storia dei complessi e talvolta poco noti rapporti intercorsi nei secoli XII – XV tra il marchesato di Monferrato e l’Oriente mediterraneo (impero bizantino e Terrasanta) con stile scorrevole ma esauriente, tenendo fede alla realtà storica come risultante dai testi riportati nella ricca bibliografia.

martedì 12 aprile 2016

Amore proibito

Amore proibito
di Coia Valls
pp. 360, € 19,50
Sperling & Kupfer, 2016
ISBN: 978882005991
 
«Fu allora il profumo ipnotico dell'elisir del pino, o la nebbia bassa, che li abbracciò in silenzio. Nessuno dei due capì chi avesse mosso il primo passo verso l'altro, ma le loro bocche si ritrovarono vicine. Capirono che avrebbero dato la loro esistenza per vivere quell'istante.» Monastero di Sant Benet de Bages, febbraio 1458. Una donna entra nell'antica chiesa, sicura come chi riconosce i luoghi a memoria. Si avvia senza esitazione verso la cripta, dove sono custodite le spoglie di San Valentino, ma il suo cammino è interrotto dal romantico incontro di due ragazzi. E allora ricorda che anche lei, tanto tempo prima, aveva cercato protezione presso il santo insieme all'uomo che le avrebbe cambiato la vita per sempre. Valle di Camprodon, autunno del 1427. Nello scenario dello spaventoso terremoto che devasta la Catalogna, nasce la storia d'amore impossibile tra un sacerdote e la figlia di un nobile locale.
Mentre lottano contro una società oppressiva, ma anche con i loro dubbi e i sensi di colpa, i due giovani innamorati fanno del monastero di Sant Benet de Bages un rifugio, e delle reliquie di San Valentino che vi sono conservate un punto di riferimento.
Solo in quel luogo, Marc e Agnès troveranno il modo si sfuggire a persecuzioni, invidie, tradimenti, per vivere la loro passione. Anche soltanto per un giorno l'anno.
Ispirata da una storia di famiglia, Coia Valls crea personaggi affascinanti in un Medioevo ricostruito vividamente, anche attraverso curiosità, ricette e rimedi naturali di antica sapienza.
 
Coia Valls, nata a Reus nel 1960, è insegnante e scrittrice. Ha pubblicato racconti e romanzi che hanno ricevuto numerosi premi. Scrive anche per diverse riviste online, è apprezzata attrice teatrale e insegna ai bambini, per i quali inventa storie speciali. Con il suo primo romanzo, Il mercante di stoffe, è stata la star incontrastata della Festa del libro e delle rose di San Jordi 2012.

sabato 9 aprile 2016

La conquista del Paradiso

La conquista del Paradiso
Una storia islamica delle Crociate
di Paul M. Cobb
Traduzione di Chiara Veltri
pp. 400, € 32,00
Giulio Einaudi Editore, 2016
ISBN: 9788806228927

Nel 1099, quando i primi Crociati arrivarono trionfanti alle mura di Gerusalemme, iniziò la secolare presenza cristiana in Medio Oriente, sostenuta da ondate successive di sanguinose Crociate e pellegrinaggi. Ma in che modo il mondo musulmano visse questi eventi epocali? Si trattò solo di un cruento conflitto religioso? E quali furono i protagonisti e le vere poste in gioco della «storia islamica delle Crociate»? Le risposte potrebbero sorprendervi.
La storia delle Crociate è nota, eppure è una storia spesso raccontata a metà, perche si basa quasi esclusivamente su fonti occidentali. Questo saggio intende considerare secondo una nuova, più equilibrata, prospettiva gli scontri fra musulmani e cristiani durante il Medioevo su tutte le sponde del Mediterraneo musulmano. Trattate come parte attiva della relazione dinamica tra gli stati islamici medievali e le società che vanno dalla Spagna all'Iran, le Crociate vengono dunque lette non soltanto come un episodio esotico, ma come parte integrante della storia della civiltà islamica stessa. Intrecciando la prospettiva tradizionale e il punto di vista dei musulmani medievali, le Crociate emergono come qualcosa di completamente diverso dalla pretenziosa retorica delle cronache europee: diventano un gioco degli scacchi diplomatico da padroneggiare, un'opportunità commerciale da cogliere, un incontro culturale che ha plasmato le esperienze musulmane ed europee fino alla fine del Medioevo e, come spesso e accaduto, una contesa politica sfruttata da ambiziosi governanti che fecero un uso astuto del linguaggio del jihad.
Paul M. Cobb insegna Storia del mondo islamico medievale alla University of Pennsylvania di Filadelfia. Ha pubblicato numerosi libri e studi, fra i quali la traduzione delle memorie di un arabo testimone delle Crociate (The Book of Contemplation. Islam and the Crusades, 2008). Vive ad Amherst, Massachusetts. Per Einaudi ha pubblicato La conquista del Paradiso (2016).

venerdì 8 aprile 2016

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli
di Laura Malinverni
pp. 126, € 11,00
Italia Medievale, 2016
ISBN: 9781326606831

Entrare nel pensiero medievale presuppone la visione totale dell’essere umano e la comprensione della sua natura fisica attraverso i quattro classici elementi: Aria, Acqua, Terra e Fuoco.
Fin dai tempi di Galeno, sulla scorta del Corpus Hippocraticum, si considerava che tutto, in natura, venisse dall’abbinamento delle qualità, caldo e freddo da un lato, secco e umido dall’altro, e che la combinazione dei quattro elementi con le quattro qualità, in quantità variabili, determinassero il “temperamento” degli esseri umani attraverso gli agenti umorali della fisiopatologia del tempo: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. I caratteri stessi degli uomini erano il risultato di queste combinazioni che, proporzionate qualitativamente e quantitativamente – pure se in modo diverso per ogni periodo dell’anno – garantivano buona salute. L’equilibrio fra gli umori, o crasi, era garanzia di buona salute, mentre qualsiasi alterazione, o discrasi, causava malattie.
Secondo tale teoria, comunemente accettata dalla medicina occidentale dalla tarda antichità fino al XVII secolo, il temperamento sanguigno combinava calore e umidità e aveva l’essenza dell’Aria; il bilioso o collerico derivava dall’abbinamento di calore e secchezza e si manifestava nel Fuoco; le persone flemmatiche erano fredde e umide, come l’Acqua, loro elemento, mentre il temperamento melanconico univa freddezza e secchezza, le qualità della Terra.
Laura Malinverni è nata a Milano dove ha seguito studi umanistici e vive a Novara.
Si interessa da vent’anni di ricerca storica del Quattrocento e del Cinquecento e ha pubblicato tre romanzi di genere, che narrano storie al femminile ambientate nel ducato di Milano, basandosi sullo studio delle corrispondenze originali: “Una storia del Quattrocento” (2000), “Il ramo di biancospino” (2006, Robin Edizioni) e “La tigre e l’ermellino” (2013, Prospettiva Editrice). Nel 2011 ha vinto con il romanzo breve “La ruota della fortuna” il Premio Nazionale “I cento castelli”. Ha pubblicato una raccolta giovanile di poesie con il titolo Il sole e la luna in sintesi” (2004) e di recente “Kairos-Tempo critico” (2015, ETS).
Collabora con vari siti web storici, è titolare di un sito web (www.lauramalinverni.net) che informa sulle sue ricerche e di una pagina Facebook dedicata alle vite delle donne del Medio Evo e del Rinascimento. Si interessa anche di fotografia, di cucina e di storia della cucina. Parte dei suoi studi sull’alimentazione medievale confluisce sul suo blog www.lauramalinverni.wordpress.com. Tiene conferenze di storia dell’astrologia e scrive per testate nazionali e pubblicazioni specialistiche di carattere astrologico (Astra, Sestile, Linguaggio astrale).