venerdì 24 novembre 2017

Stato di innocenza

Stato di innocenza
Adamo, Eva e la filosofia politica medievale
di Gianluca Briguglia
pp. 160, € 17,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843089390

Se pensiamo alla caduta di Adamo ed Eva ci vengono subito alla mente i grandi affreschi sul peccato originale e sulla cacciata dall'Eden e non possiamo non considerare quella storia nei termini del mito, o della favola. C'è però molto altro, perché la caduta dei progenitori è stata concepita per molti secoli, e fin dentro la modernità, come il preambolo per comprendere la natura umana, da quel momento preda di passioni antisociali. Che cosa sarebbe successo alla nostra convivenza se Adamo ed Eva non fossero caduti, se fossero rimasti nello stato di innocenza? È questa la sorprendente domanda controfattuale che filosofi, teologi, intellettuali si sono posti non per immaginare un mondo perduto, ma per poter meglio capire il nostro. Dal rigore di Agostino alle narrazioni storiche di Tolomeo da Lucca, dal sempre innovatore Tommaso d'Aquino al francescano Ockham, da Wyclif a Suàrez e a molti altri, in un conflitto continuo e creativo di idee, di teorie, di immagini, di posizioni irriducibili e di aperture sempre nuove, lo stato d'innocenza è il luogo paradossale per pensare l'ambiguità della convivenza, l'ambivalenza della politica, il perimetro della natura umana. Tutt'altro che semplice favola, stato d'innocenza è uno dei nomi della realtà.
Gianluca Briguglia è professore associato di Filosofia medievale e rinascimentale all’Università di Strasburgo. È stato ricercatore all’Accademia austriaca delle scienze (OAW), all’Università di Vienna, all’EHESS di Parigi, all’Università di Monaco (lMU). Le sue ricerche storico-filosofiche si sono concentrate soprattutto sul pensiero politico, nell’ampiezza delle sue relazioni costitutive con la teologia, il diritto, la letteratura, l’immaginario. Scrive per “Il Post” e per il supplemento culturale del “Sole 24 Ore”.

giovedì 23 novembre 2017

La Firenze segreta di Dante

La Firenze segreta di Dante
di Dario Pisano
pp. 256, € 10,00
Newton Compton, 2017
ISBN: 9788822711373

Nelle prime terzine del XXV canto del Paradiso, Dante rivela il suo doloroso sogno: ritornare a Firenze ed essere incoronato poeta, nel luogo stesso (il Battistero fiorentino) dove era stato battezzato. Questo libro è un’esplorazione narrativa dei luoghi che custodiscono la memoria dell’avventura umana e poetica di Dante Alighieri, segnata dall’esilio. Attraverso un itinerario percorribile in un giorno, La Firenze segreta di Dante ci guida in un percorso suggestivo, fortemente ancorato ai versi danteschi. Il primo biografo del sommo poeta, Giovanni Boccaccio, ha infatti più volte posto l’accento sul rapporto fra «Firenze madre e matrigna» e il suo più illustre figlio, amato e respinto. In questo libro si intende recuperare i momenti più intensi e concitati della riflessione boccacciana (e di altri biografi) per dare maggior profondità e prospettiva storica alle memorie dantesche di Firenze, invitando il lettore a soffermarsi su ognuna delle tappe proposte con il giusto riferimento poetico.
Dario Pisano è nato a Roma nel 1986. Dopo la laurea in Filologia Romanza presso l’Università degli Studi di Roma Tre, ha proseguito i suoi studi con un dottorato a Firenze, occupandosi di Lorenzo de’ Medici lettore di Dante. All’attività di ricerca affianca un lavoro di carattere divulgativo. Collabora con RAI Italia nell’ambito di una serie di trasmissioni dedicate all’illustrazione dei canti danteschi (Maratona Infernale e La Montagna Infinita). Tra le sue pubblicazioni, oltre ad articoli apparsi su riviste, si segnalano: Dante nella poesia di Lorenzo de’ Medici e Nel mezzo del cammin di nostra vita.

mercoledì 22 novembre 2017

Cristo e il potere. Teologia, antropologia e politica

Cristo e il potere. Teologia, antropologia e politica
a cura di Laura Andreani e Agostino Paravicini Bagliani
pp. XVI-382, € 62,00
Sismel, 2017
ISBN: 978-88-8450-805-8

Presentazione di G. Bellesini. Introduzione di A. Paravicini Bagliani. G. Cremascoli, Sull’esegesi del medioevo latino a Mt 20, 25-26: «Principes gentium dominantur eorum et qui maiores sunt potestatem exercent in eos non ita erit inter vos» – J.-M. Spieser, Le Christ et le pouvoir impérial à Byzance - J. Fried, Political Theology and Globalization in the Age of Charlemagne: the Dispute on Christology in the Context of the Mediterranean-Wide Policy of the Frankish-Roman Ruler – S. Manganaro, Cristo e gli Ottoni. Una indagine sulle «immagini di autorità e di preghiera», le altre fonti iconografiche, le insegne e le fonti scritte – J. Wirth, Remarques sur la vie publique du Christ dans l’iconographie médiévale - M. Vagnoni, Cristo nelle raffigurazioni dei Re normanni di Sicilia (1130-1189) – N. Vincent, Christ and the King: Plantagenet Devotion to Jesus Christ, 1150-1270 – A. Paravicini Bagliani, Innocenzo III, Cristo e il potere del papa – S. Romano, Roma, il centro del potere e l’immagine di Cristo – E. A. R. Brown, The Faith of Guillaume de Nogaret, His Excommunication, and the Fall of the Knights Templar – J. Théry, «Negocium Christi». Guillaume de Nogaret et le christocentrisme capétien, de l’affaire Boniface VIII à l’affaire du Temple – N. Bock, La visione del potere. Cristo, il re e la corte angioina – J. Dumont, The Christ Figure in Burgundian Political Thought at the Time of Philip the Good – A. Nicolotti, I Savoia e la Sindone di Cristo: aspetti politici e propagandistici – K. Herbers, L’Ordine di Cristo e il potere di Portogallo e Castiglia nel tardo medioevo – W. Blockmans, Looking Christ in the Eyes. Emperor Charles V as Protector of the Church – J. Gardner, The Façade of Orvieto Cathedral: from Curia to Comune – P. Salonius, Il vescovo, il cardinale e la cattedrale: l’immagine e il potere a Orvieto – F. Santi, Conclusioni. Indici.

martedì 21 novembre 2017

Storia mondiale dell'Italia

Storia mondiale dell'Italia
a cura di Andrea Giardina
pp. 880, € 28,00
Laterza, 2017
ISBN: 9788858129838

Un racconto fatto di tanti racconti che ci parlano della mobilità degli uomini e delle cose, nello spazio e nel tempo. Conquiste, emigrazioni e immigrazioni, affari, criminalità, viaggi, miserie e ricchezze, invenzioni, vicende di individui, di gruppi e di masse, imperi, stati e città, successi e tracolli.Dall’uomo di Similaun agli sbarchi a Lampedusa, 180 tappe per riscoprire il nostro posto nel mondo.Una storia che coniuga rigore scientifico e gusto della narrazione. Che provoca, spiazza, sorprende e allarga lo sguardo.
La parola ‘Italia’ definisce uno spazio fisico molto particolare nel bacino del Mediterraneo. Un luogo che è stato nel tempo punto di intersezione tra Mediterraneo orientale e occidentale, piattaforma e base di un grande impero, area di massima espansione del mondo nordico e germanico e poi di relazione e di conflitto tra Islam e Cristianità. E così, via via, fino ai nostri giorni dove l’Italia è uno degli approdi dei grandi flussi migratori che muovono dai tanti Sud del mondo. Questa peculiare collocazione è la vera specificità italiana, ciò che ci distingue dagli altri paesi europei, e ciò che caratterizza la nostra storia nel lungo, o meglio nel lunghissimo periodo. La nostra cultura, la nostra storia, quindi, possono e debbono essere indagate e, soprattutto, comprese anche in termini di relazione tra ciò che arriva e ciò che parte, tra popoli, culture, economie, simboli. La Storia mondiale dell’Italia vuole ripercorrere questo cammino lungo 5000 anni per tappe: ogni fermata corrisponde a una data e ogni data a un evento, noto o ignoto. Le scelte risulteranno spesso sorprendenti, provocheranno interrogativi, faranno discutere sul perché di molte presenze e di altrettante esclusioni. La storia, ancora una volta, si dimostra un antidoto alla confusione e al disorientamento del nostro tempo. Perché ci racconta come le sfide a cui siamo sottoposti non siano inedite. Perché porta in evidenza la complessità ma anche la ricchezza della relazione tra l’Italia e il resto del mondo. Perché, soprattutto, fa comprendere che, quando si è perso l’orientamento della nostra collocazione spaziale, lunghi e disastrosi periodi di decadenza hanno fatto sparire, quasi per magia, l’Italia dalle mappe geografiche.
Andrea Giardina insegna Storia romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha svolto attività di didattica e di ricerca anche presso l’École Normale Supérieure e l’École Pratique des Hautes Études di Parigi. È socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, presidente della Giunta Centrale per gli Studi Storici e del Comité international des sciences historiques. Ha pubblicato, tra l’altro, Cassiodoro politico (Roma 2006) e ha diretto l’edizione delle Variae di Cassiodoro (Roma 2014-2016).
Per leggere l'indice in formato PDF clicca qui !

lunedì 20 novembre 2017

Un giorno a Venezia con i dogi

Un giorno a Venezia con i dogi
di Alberto Toso Fei
pp. 320, € 12,00
Newton Compton, 2017
ISBN: 9788822708267

Per oltre mille anni, fino alla fine del Settecento, la Serenissima è stata comandata da un doge, la massima autorità cittadina. La sua residenza era Palazzo Ducale, dal momento della nomina a quello della morte (era l’unica carica dello Stato veneziano che durava tutta la vita), e ancora oggi i tanti visitatori possono ammirare le sale in cui il governo della Repubblica esercitava il potere. Ciò che forse è meno noto sono i luoghi che il doge – spesso accompagnato dalla dogaressa – visitava per celebrazioni o altri doveri istituzionali. In giro per Venezia, le raffigurazioni dei dogi sono generalmente occultate all’interno di altre opere per aggirare il divieto di avere una propria immagine esposta in un luogo pubblico, visto che la Serenissima non ammetteva il culto della personalità. E dove abitavano prima di essere eletti? Facendo parte delle famiglie più facoltose della città, i loro palazzi sono ancora in gran parte visitabili, essendo divenuti uffici pubblici oppure alberghi. Alberto Toso Fei riesce con grande abilità e dovizia di particolari a trasmettere l’atmosfera che si viveva allora a Venezia, una Repubblica che è stata per lungo tempo al centro di grandi trasformazioni economiche e sociali.
Alberto Toso Fei scrive libri sulla storia segreta delle città più belle d’Italia, tra curiosità ed enigmi, aneddotica e leggenda, recuperando il patrimonio della tradizione orale: i più recenti sono I segreti del Canal Grande, Misteri di Venezia, Misteri di Roma. È fondatore e direttore artistico del Festival del Mistero, interamente dedicato agli enigmi del passato e ai luoghi leggendari. Per la Newton Compton ha pubblicato I tesori nascosti di Venezia, La Venezia segreta dei dogi e Forse non tutti sanno che a Venezia... 
Per maggiori informazioni,  www.albertotosofei.it.

domenica 19 novembre 2017

La Marca alle Crociate

La Marca alle Crociate
Monaci e cavalieri nel Medioevo trevigiano
a cura di Danilo Riponti
Introduzione di BaykaSivazlyan
pp. 580, € 20,00
Edizioni Antilia, 2017
ISBN: 978-88-97336-64-8
 
La Marca Trevigiana ha conosciuto nell’età crociata una vitalità straordinaria, che ha portato molti illustri personaggi appartenenti ai più prestigiosi casati del territorio adimpegnarsi in pellegrinaggi armati per la difesa dei Luoghi Santi della Cristianità.
Il libro offre uno spaccato trasversale del Medioevo trevigiano crociato in una miscellanea che documenta e appassiona il lettore, e che riflette la diversità di approccio degli studiosi che hanno espresso nelle loro pagine la lettura di un periodo storico ricchissimo di fascino.

sabato 18 novembre 2017

L'ombra di Dante

L'ombra di Dante
di Vittorio Sermonti
pp. 256, € 20,00
Garzanti, 2017
ISBN: 9788811676416
 
«A rigor di lessico, io non sono un dantista... un dantista è per definizione uno studioso, e io sono tuttalpiù uno studente: un molto attempato studente che campa scrivendo, e da ultimo leggendo forte quello che ha scritto.» Sempre fedele a questo suo spirito ironico e curioso, Vittorio Sermonti ha dedicato una vita intera allo studio e alla diffusione della Commedia, portando i celebri versi in radio, in TV, nelle piazze d'Italia e nel mondo. La sua è diventata la più popolare delle letture e oggi, a un anno dalla scomparsa, grazie a queste sue lezioni inedite possiamo riascoltare la sua voce e il suo inconfondibile stile, percorrendo un viaggio non solo nelle tre celebri cantiche ma riassaporando l'esperienza unica del Dante commentato da un interprete appassionato e indimenticabile.
Vittorio Sermonti (1929-2016) è stato un narratore, poeta, saggista, traduttore, regista, giornalista. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Il tempo fra cane e lupo (racconti praghesi, 1980), Ho bevuto e visto il ragno (poesie, 1999), La Commedia di Dante (racconto-commento in tre volumi: edizione rivista e aggiornata, 2015), Se avessero (nella cinquina finalista del Premio Strega 2016) e le traduzioni dell’Eneide di Virgilio (2007) e delle Metamorfosi di Ovidio (2014).

venerdì 17 novembre 2017

Alle origini dell'arte bizantina

Alle origini dell'arte bizantina
di Ernst Kitzinger
a cura di di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti
Traduzione di Paolo Cesaretti
pp. 320, € 30,00
Jaca Book, 2017
ISBN: 978-88-16-41450-1

Alle origini dell’arte bizantina, qui presentato nella nuova edizione italiana a cura di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti, è uno di quei testi seminali, che rivoluzionano le discipline; una di quelle opere che si pongono come spartiacque per generazioni di studiosi e che giungono a superare il campo dell’ appartenenza specialistica per porsi come «classici moderni» del pensiero e della riflessione storico-artistica. È l’opera con la quale Kitzinger - coetaneo e sodale di Gombrich e di Panofsky, di Wittkower e di Held; transfuga, come loro, dalla Germania nazista - sottrae definitivamente l’arte mediterranea dei secoli dal III al VII al pregiudizio classicistico della «decadenza» per mostrarne le ragioni di fondo, nella trasformazione da una visione del mondo essenzialmente umanistica a una concezione più spirituale e astratta.
Ricca di riferimenti alla storia delle idee dell’epoca, allo sviluppo dei centri di produzione della cultura visiva (dal Levante a Costantinopoli, da Roma a Ravenna), alla persistenza di tradizioni antiche, e nel contempo folgorante negli accostamenti all’esperienza artistica del XX secolo - particolarmente all’Astrattismo -, Alle origini dell’arte bizantina è non solo il capolavoro del suo Autore, ma anche la più incisiva e persuasiva introduzione all’arte del mondo tardoantico e protomedievale. È adatta ai più diversi livelli di lettura e di «fruizione» anche per la seduzione di una scrittura sempre brillante e sostenuta, corredata da inoppugnabili riscontri visivi nelle oltre 230 illustrazioni che corredano il volume e che costituiscono una sorta di libro-dentro-il-libro.

giovedì 16 novembre 2017

La congiura

La congiura
Potere e vendetta nella Firenze dei Medici
di Franco Cardini, Barbara Frale
pp. 312, € 20,00
Laterza, 2017
ISBN: 9788858129814

Aprile 1478: Lorenzo il Magnifico è al culmine della sua fortuna. Signore di Firenze, grande mecenate, stratega della pax italica. Contro di lui tramano uomini mossi da gelosia, invidia e ambizione. L’esito è un bagno di sangue.
La storia dei Medici, famiglia-icona del Rinascimento italiano, è anche la storia di una successione quasi ininterrotta di congiure e complotti volti a eliminare i suoi esponenti più prestigiosi. Esiste però un momento cruciale, la ‘congiura per eccellenza’: quella che, nell’aprile 1478, doveva mettere fine al dominio della famiglia su Firenze e sopprimerne la guida, Lorenzo il Magnifico. Lorenzo è all’apogeo della sua fortuna. Incontrastato signore di Firenze, anche se la città ama definirsi una repubblica, ben accolto in tutte le corti italiane, ha in attivo un matrimonio prolifico e prestigioso con Clarice Orsini, erede di una delle più antiche e illustri famiglie di Roma. Alcuni errori, però, minacciano la sua stabilità: l’ostilità del nuovo papa Sisto IV, che toglie ai Medici il lucroso incarico di banchieri pontifici. L’odio di Volterra, tiranneggiata per impadronirsi delle sue risorse naturali. La vendetta della famiglia Pazzi, cresciuta in potenza e ormai temibile concorrente. L’invidia verso un uomo che sembra costantemente baciato dalla fortuna cementa il legame dei nemici e li determina all’azione. L’epilogo fu tragico.
Franco Cardini è professore emerito nell’Istituto di Scienze Umane e Sociali (ora denominato Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS), Directeur de Recherches nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University.
Barbara Frale, storica del Medioevo ed esperta di documenti antichi, è Ufficiale presso l’Archivio Segreto Vaticano. Ha collaborato con vari quotidiani ed emittenti televisive italiane ed estere per la realizzazione di servizi e documentari storici. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Andare per la Roma dei Templari (Il Mulino); Crimine di Stato. La diffamazione dei Templari (Giunti); La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (UTET).

mercoledì 15 novembre 2017

Le Vite di Dante dal XIV al XVI secolo. Iconografia dantesca

Le Vite di Dante dal XIV al XVI secolo. Iconografia dantesca
a cura di Monica Bertè, Maurizio Fiorilla, Sonia Chiodo, Isabella Valente
pp. XCII-488, € 59,00
Salerno Editrice, 2017
ISBN: 978-88-6973-215-7

Portando avanti l’indagine iniziata con il Codice diplomatico dantesco, le Vite di Dante recano un ulteriore contributo alla definizione di quel profilo biografico del Poeta che si è segnalato come tanto piú importante, decisivo nella messa a fuoco di passaggi delicati dell’opera, in quanto l’autore è protagonista oltre che scrittore del « poema sacro ». La ricerca biografica inizia, oltre trent’anni dopo la morte del Poeta, con il Trattatello in laude di Dante di Giovanni Boccaccio, che apre la serie delle Vite cui si deve il recupero di dati, documenti, informazioni di prima mano (per es., sulla realtà storica e l’identità di Beatrice, il carattere, i rapporti personali, la produzione letteraria del biografato) ancora oggi inderogabili nel lavoro esegetico. Tra quelle si è però operata una selezione, per riportare al lettore moderno solo le piú significative, di maggior rilievo documentario: Giovanni Villani e il ricordato Boccaccio, Filippo Villani, Domenico di Bandino, Leonardo Bruni, Giannozzo Manetti, fino a Marcantonio Nicoletti, ultimo testimone (friulano) di un perdurante interesse per Dante sullo scorcio del Cinquecento (1596). Preziosa (e suggestiva) integrazione di tale documentazione è poi una ricognizione dell’iconografia dantesca: mirata a recuperare l’aspetto fisico di Dante – di cui una testimonianza autentica sembra offerta dal famoso affresco di Giotto nella cappella del Palazzo del Podestà a Firenze (del 1337) –, ma anche momenti della sua “fortuna” nel corso dei secoli, dove l’indagine storica ha consentito di ricostruire le ragioni per cui sono state prese iniziative di rappresentazione figurativa: con scoperte perfino sorprendenti.