martedì 27 gennaio 2015

Narrazioni e strategie dell'illustrazione

Narrazioni e strategie dell'illustrazione
Codici e romanzi cavallereschi nell’Italia del Nord (secc. XIV-XVI)
A cura di Annalisa Izzo e Ilaria Molteni
pp. 176, € 30,00 (Acquista online scontato a € 25,50)
Viella, 2014
ISBN: 9788867283262
 
Mettendo l’accento su codici e testi a stampa illustrati, prodotti e circolanti nell’Italia del Nord tra i secoli XIV e XVI, questo volume studia la relazione che lega la narrazione cavalleresca al ricco patrimonio figurativo che l’accompagna o cui ha dato origine (miniature, illustrazioni a stampa, decorazioni pittoriche che abbelliscono palazzi pubblici o privati, oggetti d’uso quotidiano…).
La centralità della materia cavalleresca nell’ambito del discorso di autorappresentazione e idealizzazione costruito dalle signorie padane tra Medioevo e Rinascimento costituisce un dato di fatto già messo in luce dalla critica. I saggi qui riuniti intendono promuovere una prospettiva interdisciplinare che consenta di affrontare la lunga durata che caratterizza il fenomeno, nonché la molteplicità e l’eterogeneità di forme attraverso cui si esprimono e si declinano gli ideali cavallereschi in tale contesto storico-culturale.
Il volume propone inoltre, in anteprima, l’analisi di una recente trouvaille, vale a dire un microfilm che ci restituisce copia parziale di un testimone scomparso di uno dei più importanti cicli arturiani, il Guiron le Courtois.
Annalisa Izzo è ricercatrice di Letteratura italiana per il Fondo Nazionale Svizzero all’Università di Losanna.
Ilaria Molteni è assistente di Storia dell’arte medievale all’Università di Losanna.

sabato 24 gennaio 2015

La pietra per gli occhi. Venetia 1106 d.C.

La pietra per gli occhi. Venetia 1106 d.C.
di Roberto Tiraboschi
pp. 288, € 18,00
Edizioni e/o, 2015
ISBN: 9788866326151

Venezia, Anno Domini 1106. La città che conosciamo, ricca, potente, con i suoi maestosi palazzi e chiese, non è ancora nata: è solo un agglomerato di isolette di fango rubate alla laguna.
Questo è il paesaggio che si presenta a Edgardo d’Arduino, giovane chierico amanuense dell’abbazia di Bobbio, quando arriva a Venezia. Una malattia l’ha colpito agli occhi, la vista vacilla, e per uno scriba dedito alla copiatura questo significa la fine di tutto.
Edgardo ha avuto notizia che a Venezia, città di vetrai, conoscono un rimedio che guarisce gli occhi malati: una pietra per leggere, “lapides ad legendum”, che permette di continuare a vedere.
Edgardo comincia la sua ricerca disperata della pietra miracolosa e viene subito in contatto con il mondo dei fiolari, i vetrai di allora, molto numerosi e attivi.
Ma è appena stato commesso un delitto atroce: un giovane garzone è stato trovato morto con gli occhi cavati; al loro posto uno schizzo di vetro trasparente…
La ricostruzione attenta e storicamente attendibile di una Venezia medievale mai raccontata prima fa da sfondo a una storia d’amore e di riscatto, attraversata da delitti orribili, false amicizie, lotte di potere, cataclismi e sconvolgimenti naturali.
Roberto Tiraboschi è nato a Bergamo e vive tra Roma e Venezia. Drammaturgo e sceneggiatore, ha scritto per diversi registi italiani, tra cui Liliana Cavani, Marco Pontecorvo e Silvio Soldini. Le Edizioni E/O hanno pubblicato anche Sguardo 11 e Sonno (vincitore del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e del Premio Stresa di narrativa).

giovedì 22 gennaio 2015

La grande bellezza dell'italiano

La grande bellezza dell'italiano
Dante, Petrarca, Boccaccio
di Giuseppe Patota
pp. 306, € 20,00
Laterza, 2015
ISBN: 9788858117477

La grande bellezza della lingua italiana – e dei classici che per primi le hanno dato forma – è qualcosa di cui tutti dovrebbero godere.
Per questo ho scritto il libro che avete in mano.
L’associazione fra l’italiano e la bellezza ricorre da secoli fra le persone colte di tutto il mondo. Nel corso del tempo, la nostra lingua è stata definita armoniosa, delicata, dolce, elegante, gentile, gradevole, graziosa, melodica, piacevole, seducente. «Gli angeli nel cielo parlano italiano», fa dire Thomas Mann al protagonista di un suo romanzo.
Tutto cominciò nel Trecento, con i capolavori di Dante, di Petrarca e di Boccaccio. La Divina Commedia, il Canzoniere e il Decameron rappresentano il momento di fondazione di un modello linguistico e letterario a lungo ritenuto insuperato.
Giuseppe Patota riscopre per noi la bellezza della lingua inventata e usata dai grandi del nostro Trecento, illustrandone le opere e svelandone i segreti. Scopriamo così, pagina dopo pagina, un Dante capace di tendere l’italiano come se fosse un elastico, fino all’estremo della sua capacità espressiva, un Petrarca che domina i numeri e il sistema binario al pari di un genio dell’informatica, un Boccaccio straordinario prestigiatore linguistico che estrae meraviglie verbali dal cilindro del suo Decameron.
Giuseppe Patota, professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Siena-Arezzo, è accademico corrispondente della Crusca e socio corrispondente dell’Accademia dell’Arcadia. Ha al suo attivo circa cento pubblicazioni scientifiche, didattiche o divulgative dedicate alla lingua italiana, alla sua storia e al suo insegnamento. Alcuni suoi lavori sono stati tradotti e pubblicati in Francia e in Giappone. È direttore scientifico del Dizionario Italiano Garzanti e collabora da tempo con la Rai alla realizzazione di programmi dedicati all’insegnamento dell’italiano.

martedì 20 gennaio 2015

Lo stato del Rinascimento in Italia

Lo stato del Rinascimento in Italia
1350-1520
A cura di Andrea Gamberini e Isabella Lazzarini
pp. 568, € 49 (Acquista online con lo sconto del 15%)
Viella, 2014
ISBN: 9788867282890

Attraverso un’analisi comparativa delle varie e articolate realtà politiche che compongono il mondo italiano dal Trecento al primo Cinquecento, un gruppo internazionale di studiosi propone una rilettura innovativa della storia politica dell’Italia del Rinascimento, che rappresenta anche la più recente ricerca su questi temi. Il mosaico di regni, principati, signorie e repubbliche – nella sua complessità e varietà, e con le sue trasformazioni – consente infatti di mettere in campo una serie di temi politici più ampi, comuni a tutti i tipi di stati e poteri insulari, e di affrontare così da un nuovo punto di vista il controverso problema dell’apparente debolezza del sistema politico italiano.
Ridefinendo il Rinascimento come un fenomeno principalmente politico, oltre che artistico e culturale, i saggi raccolti in questo volume identificano in questo periodo un momento cruciale della storia dello Stato e un vero e proprio “laboratorio”, i cui linguaggi, pratiche e strumenti politici, insieme alle istituzioni pubbliche e di governo, divennero essenziali per l’evoluzione dell’identità politica europea.
Indice:
  • Andrea Gamberini, Isabella Lazzarini, Introduzione (p. 9)
  • I. Gli Stati italiani
    • Fabrizio Titone, Il regno di Sicilia (p. 17)
    • Francesco Senatore, Il regno di Napoli (p. 35)
    • Olivetta Schena, Il regno di Sardegna e Corsica (p. 53)
    • Sandro Carocci, Lo Stato pontificio (p. 69)
    • Lorenzo Tanzini, La Toscana degli Stati cittadini: Firenze e Siena (p. 87)
    • Trevor Dean, Ferrara e Mantova (p. 107)
    • Michael Knapton, Venezia e la Terraferma (p. 125)
    • Federico Del Tredici, Il quadro politico e istituzionale dello Stato visconteo-sforzesco (XIV-XV secolo) (p. 149)
    • Alessandro Barbero, I principati feudali: l’Ovest (p. 167)
    • Marco Bellabarba, I principati feudali delle Alpi orientali (Trento, Bressanone, Aquileia, Tirolo e Gorizia) (p. 183)
    • Christine Shaw, Genova (p. 203)
  • II. Temi e prospettive
    • Francesco Somaini, Il tracollo delle città-Stato e il ruolo dei centri urbani nella nuova geografia politica dell’Italia rinascimentale (p. 221)
    • Massimo Della Misericordia, Le comunità rurali (p. 241)
    • Federica Cengarle, Signorie, feudi e “piccoli Stati” (p. 261)
    • Marco Gentile, Fazioni e partiti: problemi e prospettive di ricerca (p. 277)
    • E. Igor Mineo, Stato, ordini, distinzione sociale (p. 293)
    • Serena Ferente, Le donne e lo Stato (p. 313)
    • Guido Castelnuovo, Uffici e ufficiali (p. 333)
    • Gian Maria Varanini, Le scritture pubbliche (p. 347)
    • Andrea Gamberini, Linguaggi politici e processi di costruzione statale: approcci e interpretazioni (p. 367)
    • Isabella Lazzarini, Diplomazia rinascimentale (p. 385)
    • Franco Franceschi, Luca Molà, Stati regionali e sviluppo economico (p. 401)
    • Giorgio Chittolini, Papato e Stati italiani (p. 421)
    • Andrea Zorzi, La giustizia negli Stati italiani del tardo medioevo (p. 441)
  • Bibliografia (p. 461)
  • Indice analitico (p. 541)
  • Nota sugli autori (p. 563)

sabato 17 gennaio 2015

Il Dolce Stil Novo

Il Dolce Stil Novo
di Donato Pirovano
pp. 360, € 18,00
Salerno Editrice, 2015
ISBN: 978-88-8402-949-2

L’innovazione del linguaggio d’amore: storia di una nuova poesia e di un controverso concetto storiografico. Negli ultimi anni del secolo XIII si reagì nettamente alla stagione poetica del pieno e tardo ’200 che fu multiforme, sperimentale, eterodossa, dopo gli esordi più compatti della «scuola siciliana». I nuovi poeti, pochi in realtà ma agguerriti, si richiamano a un repertorio metrico chiuso (canzone, sonetto e ballata), a uno stile limpido, piano e trasparente (‘dolce’), a un’esclusività tematica tutta incentrata sull’amore, a un pubblico rigorosamente preselezionato non solo sul piano culturale ma soprattutto sul piano etico. Il volume dedica una prima parte al problema storiografico del “dolce stil novo” e agli aspetti generali della nuova poesia e poi capitoli distinti per i singoli poeti.
Donato Pirovano insegna Letteratura italiana all’Università di Torino. Per la Salerno editrice ha curato: I poeti del Dolce stil novo per la collana Diamanti (2012).

giovedì 15 gennaio 2015

Santa povertà e beata semplicità

Santa povertà e beata semplicità
Francesco d'Assisi e la Chiesa romana
di Maria Pia Alberzoni
pp. 320, € 25,00
Vita e Pensiero, 2015
ISBN: 9788834328194

Il volume è frutto delle ricerche che da oltre dieci anni Maria Pia Alberzoni conduce sulle origini degli Ordini mendicanti nelle loro componenti maschili e  femminili. In queste indagini sono sottoposte a un serrato esame e messe nuovamente a fuoco le complesse relazioni intercorse tra i ‘fondatori’  – Francesco e Chiara – e la Chiesa romana. Il momento dell’approvazione papale per le rispettive regole e forme di vita costituisce infatti un osservatorio  privilegiato per considerare come l’emergere di nuovi carismi nella Chiesa abbia incontrato favore o resistenza, talora giungendo, come nel caso dei ‘fondatori’ qui ricordati, a esprimere significative novità istituzionali: l’Ordine dei frati Minori e quello di S. Damiano (dal 1263 denominato Ordine di s. Chiara).
Così la peculiarità del carisma francescano è collocata entro un  ampio contesto storico-culturale che consente di  coglierne a fondo l’originalità. I principali interlocutori di queste novitates furono  certamente i papi Innocenzo III e Onorio III, ma nell’agiografia francescana emerge prepotentemente la figura del cardinale Ugo d’Ostia, dal 1227 al 1241 papa Gregorio IX. Costui non solo lasciò un duraturo segno nell’organizzazione  della vita regolare e indicò significativi sviluppi della spiritualità, ma fu anche colui che favorì la conservazione della memoria di Francesco sia  promuovendone a meno di due anni dalla morte la rapida canonizzazione sia prendendo iniziative volte a regolamentare e a meglio definire la struttura dell’Ordine dei frati Minori.
Maria Pia Alberzoni, professore ordinario di Storia  medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è autrice di alcune monografie e di numerosi saggi dedicati alla storia degli Ordini religiosi e ai loro sviluppi nel pieno medioevo, soprattutto nelle loro relazioni con l’autorità ecclesiastica. Ha inoltre svolto indagini sui rapporti tra i comuni dell’Italia padana, l’episcopato e il papato nei secoli XII-XIII.

mercoledì 14 gennaio 2015

Secundum Viam Philosophi

Secundum Viam Philosophi
Gli aristotelismi nel tardo medioevo latino (1250-1362)
di Andrea Vella
Presentazione di Concetto Marcello
pp. 164, € 25,00
Officina di Studi Medievali, 2014
ISBN:  978-88-6485-091-7

Questo libro ripercorre le vicende dell’aristotelismo latino tra la metà del XIII e la metà del XIV secolo. Richiamando le dottrine dei principali pensatori di questo periodo, tra cui Alberto Magno, Tommaso d’Aquino, Sigieri di Brabante, Enrico di Gand, Duns Scoto, Walter Burley, Guglielmo di Ockham e Giovanni Buridano, viene messa in luce l’evoluzione dell’influenza delle teorie aristoteliche sulle singole discipline in cui si articola il sapere tardomedievale. Di questa evoluzione si mostra come essa da una parte rispecchi i cambiamenti in atto nella società europea del tempo e dall’altra sia sempre in rapporto dialettico con le trasformazioni parallele della tradizione platonica.
Il quadro che ne risulta conferma la grande vivacità intellettuale del secolo studiato.

martedì 13 gennaio 2015

Il vino nella storia di Venezia

Il vino nella storia di Venezia
Vigneti e cantine nelle terrre dei Dogi tra XIII e XXI secolo
a cura di Carlo Favero
introduzione di Alvise Zorzi
pp. 256, € 38,00
Biblos, 2014
ISBN: 978-88-6448-073-2
 
Questa pubblicazione raccoglie i contributi di alcuni tra i massimi conoscitori della storia del rapporto tra Venezia ed il vino e costituisce una base per una moderna storia dell'enologia nella città lagunare. Gli eventi storici succedutisi nel tempo hanno segnato la storia della città e del suo vino e hanno determinato una variegata serie di conseguenze che sono la chiave interpretativa di questo volume. Ripetute citazioni ed apparenti contraddizioni di diversi specialisti sono state appositamente conservate per far comprendere al lettore la complessità, la profondità e la straordinaria ricchezza della storia del vino in Venezia nel corso dei secoli.
«La vite è un elemento caratteristico del paesaggio veneto, fa parte dell'identità della nostra terra. (...) E' giusto, è bello, dunque, che oggi si vada  alla ricerca di questi vini prodotti rari e, spesso, rivelazioni autentiche. (...) Il recupero dei vini dell'Estuario va dunque a completare il quadro festoso dei prodotti della Terraferma veneta, mentre una gestione attenta del patrimonio vitivinicolo porta sempre più ad una qualificazione del nostro vino in termini qualitativi.»
Alvise Zorzi

domenica 11 gennaio 2015

Un’antica versione italiana dell’alba di Giraut de Borneil

Un’antica versione italiana dell’alba di Giraut de Borneil
di Nello Bertoletti
pp. 96, € 22,00 (Online € 18,70)
Edizione di Storia e Letteratura, 2014
ISBN: 9788863727562

L’alba Reis glorios di Giraut de Borneil è uno dei componimenti più intensi ed enigmatici della letteratura trobadorica. Questo volume ne rende nota una versione in volgare italoromanzo, trascritta nei primi decenni del Duecento (non oltre il 1239-40) in un codice ora conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Dopo la scoperta della canzone ravennate, del frammento zurighese di Giacomino Pugliese e del frammento piacentino, la poesia italiana delle origini si arricchisce dunque di un nuovo reperto, che è prezioso testimone di un’antica ricezione italiana dell’alba provenzale, cioè di un genere destinato a non avere in séguito alcun successo nella penisola. L’interesse del testo è accresciuto dal fatto che l’analisi linguistica consente di ricondurre questo innovativo esperimento di traduzione poetica in volgare di sì, compiuto in piena autonomia rispetto ai Siciliani, a quell’area cisalpina occidentale, fra Piemonte e Liguria, che ha conosciuto la prima e la più radicata acclimatazione della poesia in lingua d’oc.
Nello Bertoletti ha compiuto gli studi universitari presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove è stato anche assegnista di ricerca (2005-06) e ricercatore a tempo determinato di Linguistica italiana (2006-08); nel 2001-02 ha usufruito di una borsa di studio presso la redazione del Lessico etimologico italiano (Università di Saarbrücken). Negli anni accademici 2004-05 e 2005-06 è stato docente a contratto di Storia della lingua italiana presso l’Università di Trento. Nel marzo 2008 ha preso servizio presso il medesimo ateneo come ricercatore nel settore disciplinare “Linguistica italiana”. Nel giugno 2010, in un concorso tenuto presso l’Università per Stranieri di Perugia, ha conseguito l’idoneità al ruolo di professore associato e, dall’ottobre 2012, è professore associato di Linguistica italiana presso l’Università di Trento. Esperienze scientifiche principali: edizione e commento linguistico di testi italiani antichi; ricerche di linguistica storica italoromanza; storia degli studi filologico-linguistici fra Otto e Novecento.

venerdì 9 gennaio 2015

Federico II. Storia e metafisica storica di un messia ghibellino tra spiritualità e politica

Federico II
Storia e metafisica storica di un messia ghibellino tra spiritualità e politica
di Cristian Guzzo
Introduzione di Pasquale Cardasco
pp. 64, € 10,00
Edizioni Edit@, 2014
ISBN: 8897216730

Partendo dalla rigorosa analisi delle fonti primarie, in particolare dalla letteratura encomiastica e scavando nelle pieghe più riposte del vivace ambiente culturale fiorito nell'ambito della corte sveva, in questo agile volume Cristian Guzzo ha tentato di investigare un aspetto poco noto della personalità di Federico II; quello della sua spiritualità. Al di là della produzione più o meno spregiudicata che cultori e detrattori fecero di scritti favorevoli e non alla di lui persona nell'economia di una durissima lotta ingaggiata tra Papato ed Impero, l'esegesi documentaria ci consegna un ritratto del dinasta Staufen tutt'altro che irriverente nei confronti del Divino.
Obliterando, infatti, le manifestazioni esteriori del potere e le componenti ridondanti della sua indole traboccante, Federico appare un individuo tormentato, la cui ricerca del sacro transitò attraverso contatti con pensatori orientali ed occidentali, dalla cui erudizione tentò di estrapolare convincenti risposte alle domande ataviche dell'uomo. In tale travagliata cerca, egli non disdegnò la compagnia ed il consiglio di dotti, fra i quali ricordiamo il celebre Michele Scoto.