martedì 30 agosto 2016

La parola dell'esilio

La parola dell'esilio
Autore e lettori nelle opere di Dante in esilio
di Sabrina Ferrara
pp. 364, € 35,00
Franco Cesati Editore, 2016
ISBN: 978-88-7667-544-7

La strategia di comunicazione organizzata da Dante dopo l’esilio è l’oggetto, relativamente inesplorato – fino a oggi – di questo studio.
Si tratta di una strategia evolutiva che tiene conto tanto del lettore a cui Dante aspira a rivolgersi quanto della figura autoriale, costantemente adattata alle circostanze biografiche e ai nuovi moventi della sua scrittura.
Per ricostruirsi come individuo e come scrittore, l’esule fiorentino manovra la propria parola in modo da farle assumere una valenza esegetica in grado di orientare a vari livelli di senso la lettura dei suoi scritti. Il lettore è così costretto a seguire una direzione ermeneutica costantemente "sorvegliata" da volontari e consapevoli indicatori interni, predisposti in modo che proprio attraverso di essi l’autore si costruisca a livello umano e riconfiguri il proprio posizionamento letterario e morale di exul inmeritus.
L’opera maggiore, per il suo carattere di somma coerente del pensiero autoriale, tende a ridurre in ombra i punti di giuntura e le tappe costruttive che hanno portato lungo i quattro lustri dell’esilio al suo finale compimento. Per cogliere nel suo procedere questa doppia evoluzione, è necessario quindi che i lettori di oggi ripercorrano l’opera dantesca nella sua successione cronologica a condizione di estrapolarne la Commedia.
Sabrina Ferrara è Maître de conférences all'Università Francese Rabelais de Tours. È membra della «Società Dantesca » e della Société d’Études Medio et Néo-latines.

lunedì 29 agosto 2016

San Teodoro. L'invincibile guerriero

San Teodoro. L'invincibile guerriero
Storia, culto e iconografia
di Teodoro De Giorgio
pp. 176, € 22,00
Gangemi Editore, 2016
ISBN: 9788849231182 
 
Gli imperatori bizantini lo elessero patrono del proprio esercito, lo invocarono prima delle battaglie e gli intitolarono chiese e città. Nel Medioevo san Teodoro conobbe una venerazione senza pari, come rivelano gli appellativi che gli vennero assegnati: trismakarios («tre volte beato»), megalomartire e invincibile. Al principio del VII secolo il titolo di sauroctonos («uccisore del drago») accrebbe ulteriormente la sua fama grazie alla circolazione di colorite leggende agiografiche. La venerazione di Teodoro si diffuse dall'Oriente cristiano all'Occidente e la principessa Anna Comnena lo definí pubblicamente «il più grande tra i martiri». Queste pagine, tra testi patristici, icone antiche, racconti leggendari, immagini prodigiose, luoghi sacri e misteriose traslazioni di ossa, narrano la storia del più grande – e, al tempo stesso, meno conosciuto – santo guerriero della cristianità e offrono il fedele resoconto di un culto che supera le divisioni tra cattolici e ortodossi.
«Nell'immaginario collettivo il cavaliere che trafigge un drago posto sotto i suoi piedi viene oggi (ed a partire dall'XI secolo) perlopiù identificato con san Giorgio. Eppure questa è un'identificazione che si diffuse e addirittura prevalse su quella originaria che invece rappresentava esclusivamente san Teodoro. Fu infatti nella Georgia del VII secolo che venne introdotta l'immagine di Teodoro “sauroctono”, mentre a san Giorgio, che spesso lo affiancava, spettava il compito di debellare e trafiggere il nemico umano. In questo libro Teodoro De Giorgio (nome e cognome che devono averne predestinato gli interessi di studio!) ci guida lungo i secoli in un viaggio affascinante di devozione e culto fra testi e immagini, dalle prime testimonianze patristiche del IV secolo fino alle ancor oggi vive tradizioni devozionali (per l'Italia, da Brindisi a Venezia). Ne viene fuori una figura che appartiene alla storia, sia reale che mitica, religiosa e sociale, di Bisanzio, dell'Oriente Cristiano, dell'Occidente. Non solo, De Giorgio ci fa sapere, fra tanto altro, che Teodoro è anche un caso unico di santo dalla cui originaria identità è sortito quello che oggi diremmo un “clone”: al culto del semplice soldato o coscritto, ricordato dal suo appellativo di “Tirone”, si è infatti più tardi affiancato quello del generale, ovvero “Stratelate”. Con altri famosi santi, come Giorgio e soprattutto Nicola, i due Teodori sono oggi ancora simbolo dell'ecumene cristiana e questo libro ce ne chiarisce bene le ragioni e ce ne illustra le testimonianze». VALENTINO PACE

Teodoro De Giorgio (1979), storico dell'arte, è dottore di ricerca in Studi sulla rappresentazione visiva all'Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, dal 2013 entrato a far parte della Scuola Normale Superiore di Pisa. Nella sua attività di ricerca si occupa prevalentemente di iconografia e iconologia, di storia e teoria della rappresentazione visiva e di gestione del patrimonio culturale. Ha ideato e curato importanti esposizioni artistiche poste sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche. Dal 2012 è direttore pro-tempore del Centro Studi Teodoriani e socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia. Scrive sull'«Huffington Post» di questioni inerenti alla tutela e alla politica del patrimonio culturale.

domenica 28 agosto 2016

Riccardo Cuor di Leone

Riccardo Cuor di leone
La maschera e il volto
di Roberto Romano
pp. 168, € 15,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Graphe.it Edizioni, 2016
ISBN: 9788893720007
 
Nell’immaginario collettivo, dentro e fuori della Gran Bretagna, Riccardo I «Cuor di Leone» è assurto a simbolo dello chevalier sans peur et sans reproche. Fu uno dei più grandi condottieri inglesi, un soldato di altissimo valore e di ineguagliabile ardimento; sempre fra i primi, con l’esempio trascinava i suoi uomini a nuovi atti di eroismo. Quest’immagine stereotipata, veicolata dalle ballate anglo-sassoni, ha trovato la sua più compiuta sublimazione letteraria nell’Ivanhoe di sir Walter Scott, ma l’indagine storiografica ha, da tempo, di molto sfrondato tali romanticherie.
In questo libro si viene a dimostrare che, nei fatti, Riccardo dovette indossare una «maschera» – che egli stesso si impose, data la sua personale posizione – del re cristiano, generoso, benefattore, mistico soldato della Crociata, sotto la quale stava il «volto» autentico di un normanno, crudele, selvaggio, sanguinario, volubile, avido di ricchezze. Le sue azioni, nel bene e nel male, risentono del contrasto fra essere e apparire, fra il suo status di re e i suoi impulsi celati. Talora prevaleva la maschera, talora il volto: donde l’evidente contraddittorietà dei suoi comportamenti.
Roberto Romano (1949), dopo la laurea in lettere presso l’Università di Napoli è stato assistente di Filologia bizantina presso la medesima Università per poi insegnare la stessa materia presso l’Università della Calabria. È stato docente di Paleografia greca e Filologia bizantina presso l’Università di Salerno e di Filologia grecomedievale e neogreca, Civiltà bizantina e Storia bizantina presso l’Università «Federico II» di Napoli.
Tra le sue principali pubblicazioni si ricordano: Parerga. Contributi filologici (2003), l’edizione critica del Timarione dello Pseudo-Luciano (1974), dei Carmi di Nicola Callicle (1980) e delle Epistole di Costantino Acropolita (1991). Ha curato la traduzione di In difesa dei templi di Libanio (1982), delle Omelie per Eutropio di Giovanni Crisostomo (1987) e della Ginecologia di Aezio Amideno per il volume miscellaneo Medici bizantini della utet (2006), casa editrice per la quale in precedenza aveva curato l’antologia di testi La satira bizantina dei secoli XI-XV (1999).

giovedì 25 agosto 2016

Il processo di canonizzazione di Celestino V. 2

Il processo di canonizzazione di Celestino V. 2
A cura di Alfonso Marini
pp. VI-360, € 56,00
Sismel - Edizioni del Galluzzo, 2016
ISBN: 978-88-8450-721-1
 
Il volume che inaugura la collana del Corpus Coelestinianum è dedicato alla canonizzazione di Pietro del Morrone-Celestino V. Nel primo tomo è stata offerta l'edizione - dall'inedito manoscritto 1071 della Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi - del Compendium degli atti editi in questo secondo tomo per il processo in Curia Romana, insieme ad altri testi di carattere cultuale (Alfonso Marini); e l'edizione del processo-verbale dell'ultimo concistoro segreto preparatorio alla canonizzazione con il capitolo sulla relativa cerimonia (Alessandra Bartolomei Romagnoli). In questo secondo tomo sono quindi pubblicati gli atti del processo informativo (inquisitio in partibus) tramandati nel codice conservato nell'Archivio Capitolare di San Panfilo di Sulmona (ms. Archivio S. Spirito del Morrone 14), facente parte del Complesso Archivistico della Diocesi di Sulmona- Valva (codice III.1.10), il cui contenuto ed i cui problemi critici sono stati presentati e discussi dal curatore Alfonso Marini nell'Introduzione al primo tomo. Gli atti costituiscono il punto di partenza dell'iter del processo di canonizzazione; offrono le testimonianze di molteplici persone di ambo i sessi e di varie età, prevalentemente di area abruzzese, che conobbero Pietro del Morrone, ne furono edificate e guidate e richiesero da lui la guarigione da diverse malattie e traumi. Il testo originale latino è accompagnato dalla traduzione in italiano ed è corredato da note di commento e da indici che fanno riferimento a entrambi i tomi.
Alfonso Marini è docente di storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Studi sulle Società e le Culture del Medioevo, attualmente Dipartimento di Storia, culture, religioni. 

giovedì 18 agosto 2016

Introduzione alla linguistica romanza

Introduzione alla linguistica romanza
di Paolo Gresti
pp. 236, € 24,00
Patron Editore, 2016
ISBN: 9788855533409

Attraverso una lunga e articolata serie di metamorfosi il latino ha dato origine alle lingue che chiamiamo romanze: romeno, friulano, ladino dolomitico, romancio, italiano, sardo, francese, provenzale, spagnolo, portoghese... Alcune di queste lingue non sono parlate esclusivamente nel continente europeo, all’interno dei confini dell’antico impero romano, ma anche in buona parte dell’America, tanto al nord quanto e soprattutto al sud, e in altre parti del mondo: in quei territori, cioè, che i linguisti chiamano Romània nuova. Questo manuale, indirizzato in modo particolare agli studenti universitari di Filologia romanza, intende offrire un quadro d’insieme dei fenomeni fonetici, morfologici, sintattici e lessicali che hanno determinato quelle metamorfosi: con un linguaggio semplice, che non rinuncia però alla precisione del tecnicismo, vengono affrontati in chiave storico-comparativa tutti i principali aspetti dell’evoluzione linguistica, in modo necessariamente sintetico e descrittivo, ma senza rinunciare a singoli approfondimenti problematici. Uno spazio di rilievo è ovviamente riservato al latino cosiddetto “volgare”, e al concetto stesso che si cela sotto tale etichetta: un concetto messo frequentemente in discussione, ma che mantiene inalterato, nonostante tutto, il proprio ruolo centrale nella storia linguistica romanza, al di là delle dispute, spesso solo nominalistiche, che lo vedono coinvolto.
Il volume è suddiviso in sette capitoli: 1. Il latino volgare 2. Il sorgere delle lingue romanze e la loro classificazione 3. La geolinguistica e la sociolinguistica 4. Fonetica 5. Morfologia 6. Sintassi 7. Lessico.
Paolo Gresti è Professore associato di Filologia e linguistica romanza presso l'Università Cattolica di Milano dal primo maggio 2015.

mercoledì 17 agosto 2016

I mercanti bizantini scomparsi

I mercanti bizantini scomparsi
Un romanzo ambientato nella Benevento medievale
di Maria Luisa Ghianda
pp. 460, € 22,00
Italia Medievale, 2016
ISBN: 9781326764654

Il libro è ambientato nella Benevento medievale e parla del Duomo, dell'arcivescovo Arrigo, della Capitolare, di Santa Sofia e della città medievale.
Il romanzo è un’opera di fantasia che scaturisce unicamente dall'immaginazione dell'autrice, sebbene si riconnetta a fatti storicamente accaduti. La vicenda narrata si svolge nell’arco temporale di ventuno giorni, dall’ 11 al 31 agosto del 1165, a cavallo della fiera di san Bartolomeo, evento commerciale di origine altomedievale. Gli eventi con cui i personaggi hanno indirettamente a che fare sono l’assedio di Benevento da parte Guglielmo d’Hauteville, lo scisma papale, la cattività francese di papa Alessandro III e la rivalità tra Benevento e Capua, che sono posdatate per esigenze narrative.
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martedì 16 agosto 2016

I silenzi di Dante

I silenzi di Dante
di Luigi Tassoni
pp. 166, € 16,00
Patron Editore, 2016
ISBN: 9788855533386

Chi oggi intenda affrontare l’avventura sempre straordinaria della lettura di Dante deve prima di tutto tenere conto che l’opera del maggiore scrittore europeo del Medioevo ha costituito attraverso i secoli una sorta di «memoria testuale», ovvero un serbatoio di immagini, riflessioni, intrecci, caratteri, che nutrono il pensiero, la letteratura, il linguaggio, fino alla nostra contemporaneità. In questo libro Luigi Tassoni mette in luce alcuni momenti cruciali di questa nostra «memoria»: ci parla, fra l’altro, dei silenzi nel e del discorso dantesco, del sapere degli specchi nel racconto della Commedia, della funzione narrativa della memoria nell’opera e nei suoi lettori più coinvolti, fra Petrarca, Ungaretti ed Eliot. 
Luigi Tassoni è critico, semiologo, e storico della letteratura. Professore ordinario all’Universitá di Pécs, in Ungheria, è direttore del Dipartimento di Italianistica. Numerosi i suoi studi pubblicati, oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Malta, Romania, Croazia, Olanda,Spagna.
E’ stato professore nelle Universitá di Firenze e Bologna, e Fulbright Professor alla University of Notre Dame (Indiana, USA), nonché visiting professor in numerose Universitá e Istituzioni europee e americane. Dei suoi 30 volumi di saggistica ricordiamo almeno: i due libri su Mattia Preti (1989  e 1990), e poi Senso e discorso nel testo poetico (1999), Poeti erotici del Settecento italiano (edito da Mondadori nel 1994), e i recenti: Caosmos. La poesia di Andrea Zanzotto (2001), e L’angelo e il suo doppio. Sulla poesia di Sandro Penna (2004), Il Viaggiatore visibile. Come si leggono i romanzi (2008). Redattore di riviste internazionali, membro dell’Accademia ungherese delle Scienze, è presidente della Societá Dante Alighieri, comitato di Pécs, e consigliere culturale dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest. Dirige i seminari internazionali interdisciplinari di Pécs. Nel 2003 per il suo impegno culturale nel centro Europa, il Presidente Ciampi lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietá italiana. Attualmente  lavora, con la sua èquipe di ricercatori, a un progetto dell’Unione Europea per le letterature comparate on line.

mercoledì 10 agosto 2016

Abbazia di Chiaravalle

Abbazia di Chiaravalle
di a.a.v.v.
pp. 80, € 9,90
Meravigli Edizioni, 2016
ISBN: 9788879553612 

Solitaria come un’isola in mezzo a un mare di verde, da qualsiasi via ci si giunga l’abbazia di Chiaravalle si annuncia da lontano tra gli alberi. Prima appare la snella sagoma della torre nolare, la Ciribiciaccola, nitida nel cielo e ­rosseggiante; poi, quando la forma si precisa, essa si rende ancora più agile e aerea, per i trafori delle sue bifore aperte da un lato all’altro.
L’abbazia vanta una storia di quasi nove secoli e pregi artistici che la pongono con onore fra i monumenti più insigni ­della Penisola.

martedì 9 agosto 2016

I Giovanniti. La storia dei cavalieri di Malta

I Giovanniti
La storia dei cavalieri di Malta
di Frans Sammut
pp. 256, € 25,00 (Aquista online con il 15% di sconto)
Bonfirraro Editore, 2015
ISBN: 9788862721141

Un libro unico nel suo genere, nel quale si parla di uno dei più importanti e valorosi ordini cavallereschi della Cristianità: i Cavalieri di Malta, noti anche come i Giovanniti. Frans Sammut, sicuramente uno dei più importanti scrittori maltesi, scomparso nel 2011, narra le vicende dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni dalle sue origini, nel Regno Latino di Gerusalemme, fino ai giorni nostri quando ha preso la forma del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Sammut descrive le gesta dell’Ordine in Terrasanta e Cipro e più tardi a Rodi, l’isola che dista pochissimi chilometri dal potente nemico ottomano, quasi fosse nelle sue fauci. Narra dell’insediamento dell’Ordine sull’Isola di Malta e racconta dell’assedio (ed eroica resistenza) del 1565, del quale Voltaire dichiarò che niente al mondo è più conosciuto. La storia continua con la trasformazione di Malta in uno dei più straordinari principati del Mediterraneo arrivando al momento della presa dell’Isola da parte di Napoleone Bonaparte e il successivo peregrinare dei Cavalieri – passando persino per la Russia dello zar – fino all’approdo a Palazzo Malta, a Roma. La loro grandiosa opera di difesa dell’isola dai Turchi ha, certamente, impedito una vera e propria invasione musulmana del nostro paese.
Con uno stile piano ma intenso, lo scrittore conduce in un viaggio appassionante nei secoli e un’analisi avvincente delle radici della nostra contemporaneità, quando l'Islam e la post-cristianità si trovano nuovamente faccia a faccia sul grande scacchiere della Storia.
Una pagina unica e originale nel panorama editoriale italiano, raccontata con rigorosa metodologia storiografica, ma che permette una godibile lettura, scorrevole, mai pesante e facilmente comprensibile. Ricco di un apparato iconografico e un’appendice con la Carta costituzionale dell’Ordine e le immagini dei Gran Maestri.
Frans Sammut (Malta, 1945-2011), laureato in storia, maltese, arabo e italiano presso le Università di Malta e Perugia, ha pubblicato diversi titoli in lingua maltese, tra cui romanzi che hanno tracciato nuovi sentieri nella letteratura autoctona e vinto prestigiosi premi letterari (principalmente con i romanzi Il-Gagga, Samuraj, Paceville, e il suo capolavoro Il-Holma Maltija (Il Sogno maltese), tradotto in esperanto (La Malta Revo) e pubblicato a New York). Nel campo storico ha pubblicato, tra l’altro, una monografia sulla Rivoluzione francese e un’altra sulla conquista di Malta da parte di Napoleone Bonaparte, tradotta in francese (Bonaparte à Malte). Scrisse altre monografie di natura politica e storiografica, tre Volksopera, due libretti per oratori, e pubblicò tre raccolte di novelle. Era anche noto come personaggio radiofonico prima e televisivo poi. Sammùt ricoprì la carica di Consigliere per la Cultura del Primo Ministro di Malta tra il 1996 e il 1998. Sposato dal 1972 a Catherine Cachìa, con la quale ha avuto due figli, Mark e Jean-Pierre.
Nel 2014, il Ministro della Pubblica Istruzione maltese ha indetto il Premio Frans Sammut per l’uso della Lingua maltese.

lunedì 8 agosto 2016

La guerra, la violenza, Gli altri e la frontiera nella "Venetia" altomedievale

La guerra, la violenza, Gli altri e la frontiera nella "Venetia" altomedievale
di Luigi Andrea Berto
pp. 176, € 16,00
Pisa University Press, 2016
ISBN: 978-886741-6295

Tra la fine del sesto secolo e gli inizi dell’undicesimo la Venezia delle lagune subì delle drastiche modificazioni. Da una periferia poco rilevante dell’impero bizantino diventò la massima potenza adriatica. In tale periodo i Venetici avevano inoltre ottenuto la piena indipendenza da Costantinopoli, evitato di essere assorbiti dai poteri della vicina terraferma e di subire disastrose distruzioni ad opera di incursori ed invasori, guadagnato sempre più ampie zone di mercato nell’Italia settentrionale e nel Mediterraneo orientale e raggiunto un assetto politico-istituzionale stabile. Questo non fu un processo lineare, ma i Venetici conseguirono e difesero questi risultati con grande tenacità, creando così le basi per il notevole sviluppo dei secoli successivi. Questo volume esamina alcune tra le più rilevanti tematiche che contraddistinsero Venezia nel corso di quest’epoca: la guerra, la violenza, la maniera in cui gli “altri” erano percepiti che cosa si conosceva su di loro e la frontiera.
Luigi Andrea Berto insegna storia medievale presso la Western Michigan University (USA). I suoi principali ambiti di ricerca sono l’Italia altomedievale e Venezia nel Medioevo. Le sue principali pubblicazioni sono: In Search of the First Venetians (2014), The Political and Social Vocabulary of John the Deacon’s ‘Istoria Veneticorum’ (2013) e l’edizione e traduzione di Erchemperto, Ystoriola Longobardorum Beneventum degentium (2013) e Giovanni Diacono, Istoria Veneticorum (1999).