venerdì 26 maggio 2017

Caterina da Siena

Caterina da Siena
di Andrea Meucci e Giorgio Carta
pp. 64, € 13,00
Formato 21×28,5 cm
Kleine Flug Edizioni, 2017
ISBN: 8898439571

Caterina Benincasa, conosciuta come Caterina da Siena, è stata una religiosa italiana.
Il racconto si concentra principalmente sulla presa di coscienza religiosa e psicologica della Santa, senza tacere sugli aspetti più controversi della sua personalità ma con pieno rispetto delle fonti documentali e agiografiche, unendo il leggendario allo storico, le visioni e i miracoli di Caterina alla sua vita di tutti i giorni. Ne seguiamo anche le vicende più importanti ad Avignone e a Roma ma leggendole sulla base del percorso umano segnato dall’amore di Gesù e dall’ascesi. Mantenendo la Caterina “politica” sullo sfondo, cerchiamo di avvicinarci alla Caterina umana, la Nina di Fontebranda, e alla sua esperienza più personale con Gesù e con l’auto annientamento, mostrando accanto agli eventi reali anche i miracoli, le visioni, gli aneddoti leggendari e lasciando libero il lettore di farsi una propria idea, ponendolo costantemente a fianco di Caterina, con la stessa curiosità e lo stesso mistero che Raimondo (e chi ebbe modo di incontrarla) deve aver provato nei confronti della futura Santa.
La storia viene raccontata in modo molto preciso, facendo riferimento alle fonti note sia biografiche che agiografiche.
Andrea Meucci nasce a Firenze nel 1984 sotto il segno del leone. Fin dall’infanzia è un avido lettore e un instancabile narratore.
Già alle scuole elementari, in un convento, inizia a raccogliere, inventare e raccontare storie, anche disegnandole, tanto che dopo il liceo classico e qualche pubblicazione su quotidiani e in raccolte collettive, si laurea (appunto) in scienze storiche.
Frequenta quindi un corso di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Specializzato in storia medievale, fiabe, mitologia, folclore e giochi di ruolo, inizia a lavorare come sceneggiatore per la casa editrice Kleiner Flug. Da allora fa fumetti e spende il ricavato in osterie.
Giorgio Carta è disegnatore e grafico che vive e lavora a Firenze. Ha illustrato romanzi e riviste e ha collaborato con alcune delle principali case editrici di fumetti italiane. “Caterina da Siena”, edito da  Kleiner Flug, è la sua ultima pubblicazione.

giovedì 25 maggio 2017

La vita quotidiana a Firenze ai tempi di Dante

La vita quotidiana a Firenze ai tempi di Dante
di Pierre Antonetti
pp. 368, € 13,00
Bur, 2017
ISBN: 8817095184

Agli inizi del XIV secolo Firenze è al centro di un incredibile boom economico, che permette l’espansione urbanistica e l’arrivo di oltre 100.000 abitanti, il doppio di quanti ne conta Londra. Ed è qui, nella città toscana che si sta trasformando in una metropoli dell’Occidente medioevale, che viveva Dante, non solo nelle aspre contese e nelle lotte politiche che ci riporta nella Commedia. Oltre ai guelfi e ai ghibellini, nelle strade di Firenze c’erano donne che calzavano zoccoli in legno altissimi su strade trafficate e fangose, banchi di cambiatori, sarti, rigattieri, medici, barbieri e ciarlatani che vendevano droghe miracolose. Antonetti ci racconta diffusamente la tipica giornata del fiorentino medioevale, che fosse un aristocratico, un nuovo borghese, un artigiano o un contadino. Entriamo nei meccanismi delle magistrature, nei segreti delle corporazioni di artigiani, e scopriamo come venivano combinati fidanzamenti e matrimoni. Proprio in questo periodo ha inizio il grande sviluppo artistico di Firenze, che oltre alle rime di Dante si concretizza con gli affreschi di Giotto e i primi disegni per il progetto del Duomo. Un racconto immersivo per vivere il secolo che ha fatto di questa città un modello esemplare, e che già allora aveva un ruolo di primaria importanza nella storia italiana.
Pierre Antonetti è stato professore di Lingua e letteratura italiana all’Università di Aix-Marseille. È autore di una Histoire de la Corse (Parigi 1973), di altri volumi e articoli sulla storia della Corsica e di una Histoire de Florence (Parigi 1976).

mercoledì 24 maggio 2017

L'usura nel medioevo

L'usura nel medioevo
di Ettore Gucciardo
pp. 108, € 10,00
Edizioni ETS, 2017
ISBN: 9788846747730

Questo libro nasce allo scopo di approfondire il significato del termine “usura” attraverso l’analisi dei motivi che ne hanno portato alla condanna durante il medioevo da parte della Chiesa. A tal fine, sarà necessario conoscere i modi ed i tempi che permisero ai contenuti economici di entrare con forza nella complessa architettura dei valori cristiani, ripercorrendo, in questo senso, il pensiero di coloro che furono, e che tuttora sono considerati, autori di riferimento di quel periodo storico. Lungo questo percorso si attinge da una bibliografia specializzata, che offrirà al lettore un caleidoscopio di punti di vista da parte dei maggiori studiosi contemporanei.
Ettore Gucciardo è nato ad Agrigento nel 1973, ove svolge la professione di commercialista; è laureato in Scienze Economiche Bancarie all’Università di Siena. Si occupa prevalentemente di questioni economiche e finanziarie che coinvolgono privati, aziende e istituti di credito.

martedì 23 maggio 2017

Pergamene del monastero milanese di Sant’Apollinare (1204-1263)

Pergamene del monastero milanese di Sant’Apollinare (1204-1263)
di Timothy Salemme e Maria Cristina Piva
pp. 528, € 40,00
Vita e Pensiero, 2017
ISBN:  9788834332597
 
Fondato agli inizi del Duecento, il monastero di Sant’Apollinare di Milano fu, fin dalle sue origini, tra i centri nevralgici dell’irradiamento dell’esperienza monastica femminile legata all’ideale di vita di Francesco d’Assisi: un’esperienza promossa dalla sede apostolica, e più particolarmente dal cardinale Ugolino d’Ostia, dal 1227 papa col nome di Gregorio IX. Grazie all’autorità del suo fondatore e al suo stretto rapporto col convento milanese dei frati Minori, il monastero rappresentò a lungo per la città ambrosiana e per il suo territorio un punto di riferimento per la vita regolare femminile, direttamente soggetta alla Chiesa di Roma e da quest’ultima regolamentata. L’antico tabularium di Sant’Apollinare, oggi disperso in vari fondi archivistici milanesi, costituisce una fonte di primaria importanza per lo studio e la comprensione del ruolo di assoluto rilievo giocato nel XIII secolo dall’ente regolare
sul piano religioso, sociale, economico e politico nella metropoli lombarda: un mondo nel quale, proprio in quel frangente, cominciava gradualmente a consumarsi il passaggio dagli assetti tardo-comunali a quelli delle prime esperienze proto-signorili. Questo libro offre al pubblico l’edizione critica di 109 documenti provenienti dall’antico archivio di Sant’Apollinare, risalenti tutti al periodo compreso tra il 1204 e il 1263 e attualmente conservati presso l’Archivio di Stato di Milano.
Timothy Salemme, dottore di ricerca in Storia medievale dell’Università degli Studi di Milano, ha proseguito la sua carriera presso varie università francesi e belghe. Attualmente è ricercatore in Storia medievale e Diplomatica all’Université du Luxembourg. Tra le sue opere principali si segnalano i volumi Carte del secolo XII nel fondo di San Vittore di Meda e Documenti pontifici nel tabularium del monastero cistercense di Chiaravalle Milanese (da Innocenzo II a Clemente V). È inoltre membro del comitato scientifico delle collane internazionali ARTeM e CLUDEM.
Maria Cristina Piva, laureata in Storia medievale, ha intrapreso una carriera come archivista. In campo universitario ha collaborato per numerosi anni con le cattedre di Storia della Lombardia nel Medioevo e di Esegesi delle fonti storiche medievali dell’Università degli Studi di Milano. Tra le sue principali pubblicazioni, si segnala il contributo Le carte del monastero di Santa Maria di Chiaravalle Milanese. Additiones documentarie (secolo XII), apparso sulla rivista «Scrineum».

lunedì 22 maggio 2017

Divano Occidentale

Divano Occidentale
Un millennio di poesia persiana
di Gianroberto Scarcia
pp. 262, € 26,00 (Acquista online con lo sconto del 15%)
Viella, 2017
ISBN: 9788867288083 

Gianroberto Scarcia, iranista e islamologo, offre qui, in quello che considera il “suo” Divān, Canzoniere – vera e propria summa della sua attività traduttoria lunga decenni – una raccolta evocativa di una produzione poe­tica che si snoda lungo un millennio e che, trovando nella Persia il suo grande modello culturale, abbraccia anche testi in lingue quali turco, curdo, afghano, urdu a dar conto dell’influenza della cultura e del pensiero persiani al di là dello stesso Iran.
Un grande quadro di insieme, in cui gli autori dei testi poetici, apparentemente in voluta ombra, e la peculiarità artistica e stilistica di ciascuno di loro, si fondono in un grande affresco, capace di dare vita e voce a un universo estetico e spirituale spesso a noi ignoto, pur se da tanti punti di vista singolarmente affine.
Gianroberto Scarcia è professore emerito di studi islamici presso l’Università di Venezia. I suoi interessi orientalistici hanno spaziato dalla letteratura al diritto, dall’Islam “arabo” all’Islam “sovietico”. Autore di centinaia di pubblicazioni a carattere scientifico e divulgativo, nella sua attività ha mostrato costante attenzione per gli aspetti letterari ed estetici. Tra le sue opere: Letteratura persiana e Letterature turche, in Storia delle Letterature d’Oriente (Milano, 1969); Persia Barocca (Reggio Emilia, 1983); Il volto di Adamo. Islam: la questione estetica nell’altro Occidente (Venezia, 1995); Ripensare la Creazione. Il metodo del giurista musulmano (Roma, 2001); Scirin. La Regina dei Magi (Milano, 2004); Hafez, Canzoniere (Milano, 2005, con S. Pellò), Ghalib, Canzoniere Urdu (Milano, 2013, con D. Bredi).

domenica 21 maggio 2017

La Scienza a Roma, Viterbo, Avignone

La Scienza a Roma, Viterbo, Avignone
Studi sulla corte papale tra XIII e XIV secolo
di Luca Salvatelli
pp. 258, € 18,00
Archeoares Edizioni, 2017
ISBN: 88-99822-06-9
 
Il presente volume vuole fornire un contributo conoscitivo sul rilevante ruolo avuto dalla corte pontificia nei secoli XIII e XIV nello sviluppo degli studi scientifici, che, ripartendo dalle traduzioni delle opere classiche greche, latine ed arabe, fecero crescere nuove generazioni di studiosi e maturare nuove conoscenze in campo medico, matematico, fisico, astronomico.
Luca Salvatelli è Dottore di Ricerca in Storia dell'Arte Medievale.

sabato 20 maggio 2017

Pulci. Luigi e una famiglia di poeti

Pulci
di Paolo Orvieto
pp. 280, € 18,00
Salerno Editrice, 2017
ISBN: 978-88-6973-217-1

Membro di una famiglia di poeti, anch’essi tutt’altro che trascurabili (i fratelli Luca e Bernardo, la cognata Antonia), Luigi Pulci (Firenze, 1432 - Padova 1484), l’iniziatore del poema cavalleresco d’autore, è uno dei piú straordinari poeti del Rinascimento volgare. Una biografia, la sua, travagliata, segnata da sintonie culturali con Lucrezia Tornabuoni e soprattutto dal legame quasi morboso per Lorenzo de’ Medici, alternato di connivenze e tradimenti, e costellato da virulente polemiche.
Il saggio prende in esame tutte le singole opere di Pulci: le Frottole (spassosa la parodia muliebre di Le galee per Quaracchi, lungo elenco di impiastri per la cosmesi femminile), gli strambotti, la Beca da Dicomano, che va a formare un dittico, forse eccessivamente sensuale, con la piú celebre Nencia da Barberino; la novella la Giostra, sintomo di ancestrali antipatie tra Fiorentini e Senesi, attenta descrizione di sopravvivenze cavalleresche in pieno Rinascimento; oppure celebrazione della supremazia del suo Lorenzo sulle altre famiglie oligarchiche fiorentine, l’altro poema Ciriffo Calvaneo, che, riletto attentamente, ha squarci di straordinario funambolismo linguistico e comico, i sonetti contro disparati avversari e quelli di parodia religiosa. E infine una dettagliata analisi del suo capolavoro, il Morgante, con l’individuazione della rete sotterranea di interferenze tra vita e arte (il re Marsilio è Marsilio Ficino, Margutte Antonio di Guido, Astarotte Luigi Pulci, Pallante Piero de’ Medici, ecc.), del quale si analizzano singoli cantari e si segnalano le molte, se non tutte, possibili fonti, e al quale alla fine viene resa giustizia: non è, come ipotizzava Rajna, un pedissequo plagio dell’Orlando laurenziano che è, invece, orrenda trascrizione canterina del Morgante.
Paolo Orvieto, già professore ordinario di Storia della critica e della storiografia letteraria, Letteratura italiana e Letterature comparate nell’Università di Firenze. Si è occupato in molti saggi del Rinascimento fiorentino, di critica letteraria e di letterature comparate. Tra le sue ultime pubblicazioni si ricorda almeno La vera storia di Giuda (Prato 2016). Per la Salerno Editrice, in questa stessa collana, ha pubblicato Poliziano e l’ambiente mediceo (2009), De Sanctis (2015).

venerdì 19 maggio 2017

L'enigma d'amore nell'Occidente medievale

L'enigma d'amore nell'Occidente medievale
di Annarosa Mattei
pp. 288,  € 20,00
La Lepre Edizioni, 2017
ISBN: 9788899389222

Nel XII° secolo, nei castelli a sudovest della Francia, fiorì una civiltà fondata sulla centralità della donna, vista come portatrice di amore, gentilezza e sapienza, celebrata dal canto dei trovatori, che riconobbero in lei il vero motore della vita e della conoscenza. La parola amor nova, fin’amor - femminile in lingua d’oc – significò per questi grandi poeti e musicisti l’amore che fa rinascere a nuova vita. Eleonora d’Aquitania, due volte regina, favorì la diffusione della ‘rinascenza cortese’. La figlia, Maria di Champagne, fece scrivere un codice, il De amore, perché il cavaliere imparasse ad avvicinare la dama secondo le prescrizioni e i riti di un graduale percorso formativo. Fu così che nacque una vera e propria ‘scienza dell’amore’ che, per la prima volta nella storia occidentale, fondava il dialogo tra l’uomo e la donna sulla parità, il reciproco rispetto, la conoscenza di sé.
Annarosa Mattei vive e svolge a Roma le sue attività. Semiotica, teoria della letteratura, movimenti e generi dell’Ottocento e del Novecento italiani sono alcuni percorsi della sua ricerca. Collabora con la pagina culturale del Messaggero.
Ha pubblicato negli Oscar Mondadori tre romanzi: Una ragazza che è stata mia madre, 2005; L’archivio segreto, 2008; Il sonno del Reame, 2013.

giovedì 18 maggio 2017

Il regime alimentare dei monaci nell’Alto Medioevo

Il regime alimentare dei monaci nell'Alto Medioevo
di Lorenzo Petrosillo
pp. 61, € 10,5
Edizioni Saecula, 2017
ISBN: 978-88-98291-60-1

Ecco la regola aurea dell’astinenza, secondo il giudizio dei Padri e nostro: un pasto di solo pane ogni giorno, ma tale da lasciare sopravvivere un po’ di fame.” Nelle parole di Giovanni Cassiano, celebre eremita, monaco e scrittore vissuto nel V secolo, si condensa la concezione cristiana del cibo e del rapporto dell’uomo con gli alimenti. All’interno della giovane cristianità, il monachesimo (sia orientale che benedettino) enfatizza la brusca frattura non solo con gli stili di vita alimentari della tarda e declinante antichità romana, ma anche rispetto alla coeva aristocrazia germanica, vorace di carni animali sanguinolente, di sensualità e di violenta libido dominandi. Il monaco benedettino si sforza di ricostruire nel cenobio una societas che rechi in sé le tracce del progetto divino: sobrietà, mitezza di cuore, senso del limite e orrore del sangue dei viventi determinano il suo atteggiamento riguardo l’alimentazione,  seppur evitando di demonizzare il cibo e la materia.
L’autore esplora in questo breve testo introduttivo il disciplinamento del regime alimentare monastico nel medioevo, con i suoi presupposti teologici e culturali e lo inquadra nel più ampio contesto storico rappresentato dall’incontro-scontro tra romanità e germanesimo. Il testo si basa su una accurata lettura critica delle Regulae monastiche (non solo della più celebre – la Regola di san Benedetto – ma anche delle altre, alcune delle quali più antiche) condotta sui testi originali ed è completato da una sintetica bibliografia delle fonti e della letteratura.

mercoledì 17 maggio 2017

Eroi e mostri

Eroi e mostri
Il fantasy come macchina mitologica
di Alessandro Del Lago
pp. 200, € 18,00
Il Mulino, 2017
ISBN: 978-88-15-27083-2 

Universalmente letti, i romanzi di J.R.R. Tolkien (Lo Hobbit e Il signore degli anelli) e quelli del suo amico C.S. Lewis (Le cronache di Narnia), anche grazie a riduzioni cinematografiche di grande successo, sono considerati pietre miliari del fantasy contemporaneo. Ma a cosa devono la loro fama sconfinata? Il cattolico Tolkien e l’anglicano Lewis, docenti a Oxford, hanno dato vita a un progetto letterario anti-moderno centrato sul ruolo degli scrittori come «sub-creatori», ovvero collaboratori dell’opera di Dio nell’invenzione di mondi paralleli. Un progetto qui indagato con acume, risalendo alle fonti di ispirazione che per entrambi sono i cicli dell’epica medievale, con i loro eroi sterminatori di mostri, e illustrando i fondamenti mitologici, spesso apertamente reazionari, del fantasy, un genere letterario e spettacolare che conosce oggi una voga planetaria.
Alessandro Dal Lago ha insegnato Sociologia della cultura nelle Università di Milano, Bologna, Genova e all’estero. Fra i suoi numerosi libri segnaliamo, per il Mulino, «Descrizione di una battaglia. I rituali del calcio» (20012), «Il conflitto della modernità. Il pensiero di Georg Simmel» (1994) e, con Serena Giordano, «Mercanti d’aura. Logiche dell’arte contemporanea» (2006), «L’artista e il potere. Episodi di una relazione equivoca» (2014), «Graffiti. Arte e ordine pubblico» (2016).