martedì 19 maggio 2015

Un millenio fa. Storia globale del pieno Medioevo

Un millenio fa. Storia globale del pieno Medioevo
di Paolo Golinelli
pp. 538, € 22,00
Mursia, 2015
ISBN: 9788842544906
  
Il secondo millennio si aprì in Occidente con quell'alba dell'anno Mille che ha inaugurato un'epoca di rinascita e di ripresa. Crescita è il termine magico che ha caratterizzato un po' tutto lo scorso millennio, anche se non sempre in modo lineare e positivo. Paolo Golinelli ricostruisce la storia delle civiltà che prosperavano sul nostro pianeta un millennio fa, dall'Europa all'Estremo Oriente, dall'America precolombiana all'Africa, in un viaggio trasversale e sorprendente attraverso tutti i continenti per capire l'arte, la poesia, la filosofia, la scienza e la religione dei tanti popoli e delle diverse culture che mille anni fa si sono confrontati con la ricerca della felicità su questa terra. Ne escono l'idea di un mondo caratterizzato dalla diversità e dalla bellezza delle molteplici forme di civilizzazione di quel tempo, e la necessità di andare oltre un'inveterata concezione eurocentrica della storia. Una riflessione che non può che arricchirci in un momento in cui ci troviamo sempre più spesso a confronto con gli altri nel mondo globale di oggi.
Paolo Golinelli è professore ordinario di Storia medievale all'Università di Verona. Studioso di fama internazionale, sa coniugare precisione scientifica e profondità d'indagine a una narrazione sempre accattivante e piacevole. Tra i suoi temi principali di ricerca spiccano gli studi sull'XI secolo, sul culto dei santi e sulla storiografia medievale. Con Mursia ha pubblicato: Matilde e i Canossa (2004-2007), Celestino V. Il papa contadino (2007), Il Medioevo degli increduli (2009), Medioevo Romantico (2011), Terremoti in Val Padana (2012).

lunedì 18 maggio 2015

L'ancella di San Pietro. Matilde di Canossa e la Chiesa

L'ancella di San Pietro
Matilde di Canossa e la Chiesa
di Paolo Golinelli
pp. 288, € 22,00
Jaca Book, 2015
ISBN: 978-88-16-41308-5

Matilde di Canossa è forse il personaggio femminile più importante e discusso del Medioevo europeo. Gregorio VII la definì nelle sue lettere «l’ancella di San Pietro». In lei convergevano le responsabilità di governo di una potente e ricca dinastia e insieme le istanze di cambiamento della Chiesa, poi confluite nella cosiddetta «Riforma Gregoriana”. In questo libro vengono analizzati i rapporti di Matilde col modo ecclesiale, a partire dalla prerogativa dei Canossa di insediare i pontefici, passando ai rapporti di Beatrice e Matilde con Gregorio VII all’esame di quell’evento che fu l’incontro di Canossa, all’influenza della Contessa sulla successione a Gregorio, ai rapporti che ebbe con Sant’Anselmo d’Aosta, con Enrico V e con le donne di potere del suo tempo. Si prosegue con la questione dell’eredità di Matilde, alla quale si lega la nascita e la diffusione del suo mito, ripercorso nella storiografia confessionale della Controriforma, per concludersi con la visione di Matilde nel contesto delle relazioni con chiese locali e monasteri, come Orval in Belgio e l’abbazia di S. Benedetto Polirone, dove scelse di essere sepolta 900 anni fa.
Paolo Golinelli è professore ordinario di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona. Al centro dei suoi interessi storici ci sono i rapporti tra religione e società nel Medio Evo, studiati attraverso l'agiografia e il culto dei santi (anche nel loro aspetto antropologico), il monachesimo medievale e la figura e il mito di Matilde di Canossa. Su Matilde ha organizzato e partecipato a convegni (anche internazionali), scritto saggi e volumi (anche di iconografia: I mille volti di Matilde, Motta, Milano 2003), e curato mostre (Romanica, Modena 2006;  L’abbazia di Matilde, S. Benedetto Po 2008). Ha pubblicato la Vita Mathildis di Donizone, con traduzione italiana e note, prima come volume di commento all’edizione in facsimile del codice vaticano latino 4922, poi in volume a sé, Jaca Book, Milano 2008. Grande successo ha incontrato  il  suo Matilde e i Canossa (ultima ristampa: Mursia, Milano 2007), tradotto anche in tedesco.

domenica 17 maggio 2015

Vita nuova, Rime

Vita nuova, Rime
di Dante
a cura di Donato Pirovano (Vita nuova)
Marco Grimaldi (Rime)
pp. 806, € 49,00
Salerno Editrice, 2055
ISBN: 978-88-8402-986-7

La Vita nuova e le Rime sono, com’è noto, i primi prodotti dell’impegno letterario del giovane Dante: prima prova che lo condurrà al traguardo sommo della Commedia. È stato merito di Michele Barbi l’aver portato la produzione giovanile del Poeta a un grado di comprensione sconosciuto a tutte le epoche precedenti. E proprio dalle sue edizioni sono ripartiti i due Curatori, Donato Pirovano e Marco Grimaldi, non senza la dovuta attenzione ai risultati della critica recente. Ne è risultata un’edizione del tutto nuova, anche per l’ampio corredo storico-critico ed esegetico che la sostiene, in cui emerge da un lato la natura di opera autonoma della Vita nuova, dall’altro la profonda sua integrazione con il corpus delle Rime, che non potrebbe privarsi dei testi in essa inseriti. Come in tutti i volumi della NECOD, un ampio corredo di strumenti di consultazione arricchisce l’edizione: oltre alle Note introduttive alle singole opere, le Note ai testi e gli Apparati, un Indice analitico generale, l’Indice dei capoversi e il rimario completo.
Donato Pirovano è studioso di letteratura italiana. È autore tra l'altro di Dolce stil novo e curatore della silloge Poeti del dolce stil novo (entrambi Salerno Editrice). Insegna Filologia italiana all’Università di Torino.
Marco Grimaldi insegna Filologia della letteratura italiana alla ‘Sapienza’ Università di Roma.

lunedì 11 maggio 2015

Rosa sine spina

Rosa sine spina
I fiori simbolo di Maria tra arte e mistica
di Sara Piccolo Paci
pp. 336, € 17,00
Ancora 2015
EAN: 9788851413019

“Ave, Rosa sine Spina”: così un inno del’XI secolo saluta la Madre di Dio. Poesia, mistica ed arte da secoli associano Maria ai fiori, al giglio ed alla rosa in particolare, in un intreccio straordinario di simboli che questo saggio aiuta a conoscere in tutta la loro ricchezza. Anche il mondo precristiano dava grande importanza al simbolismo floreale nei culti alle divinità; indubbiamente ciò è dovuto al potere taumaturgico – fisico e psicologico – attribuito ai fiori nelle loro infinite fragranze e nei loro colori. Ma nell’arte cristiana il legame di Maria con i fiori è particolare e profondo.
Se il simbolismo floreale del mondo classico e mediterraneo è stato ispirazione per alcune delle più famose iconografie mariane, allo stesso tempo il sincretismo cristiano ha dato vita ad interpretazioni mistiche e significati teologici completamente innovativi. Partendo da testi dei Padri della Chiesa come Ambrogio (che nei suoi Inni gioca sui molteplici registri simbolici tra semi e frutti umani, terrestri e spirituali) per giungere a importanti autori della letteratura fra Duecento e Quattrocento (su tutti, Jacopone da Todi e Petrarca), il libro analizza alcune opere d’arte la cui iconografia privilegia il rapporto tra Maria e i fiori, ricostruendone il significato mistico e teologico e la collocazione nel contesto del mondo culturale che le ha prodotte.
I pittori presenti in questa singolare “mariologia illustrata” sono celebri come Van Eyck, Brueghel il Vecchio, Rubens, Raffaello, Mantegna, ma a presentare maggiore interesse sono forse le opere di “minori” come Paolo Veneziano, Joos Van Cleeve e Stephan Lochner, con dipinti di straordinaria bellezza e ricchezza teologica. Un libro illustrato con grandi riproduzioni a colori di alta qualità, che introduce con il linguaggio dell’arte al mistero di Maria, vergine e madre.
Sara Piccolo Paci, nata a Firenze nel 1964, è da molti anni docente di Storia del costume e della moda, Iconografia e Antropologia Culturale presso vari Istituti, tra i quali il Polimoda di Firenze, il Fashion Institute of Technology di New York e l’Università degli Studi di Firenze. Consulente di storia del costume ed esperta di sartoria storica, dal 1992 ha organizzato e realizzato numerose mostre e cataloghi sul costume, sull’arte e sulla storia del territorio. Oltre a collaborare con riviste storico-artistiche a diffusione nazionale e internazionale, è autrice di numerosi saggi sulla storia dell’arte e della moda. Con Àncora ha pubblicato Le vesti del peccato. Eva, Salomé e Maria Maddalena nell’arte (2003) e Storia delle vesti liturgiche (2008).

sabato 9 maggio 2015

Benedette guerre

Benedette guerre
Crociate e Jihad
di Alessandro Barbero
pp. 112, € 7,50
Economica Laterza, 2015
ISBN: 9788858119891

Barbero tocca i nodi fondamentali della scelta cristiana di liberare il Santo Sepolcro e dell’incontro/scontro fra il mondo cristiano e quello islamico che ne seguì. Vediamo l’intreccio tra l’impulso religioso dei cristiani che partono per la Crociata come per un pellegrinaggio, sia pur armato, le spinte espansionistiche di un’Europa in forte ripresa economica e demografica, l’indiscussa autorità politica della Chiesa di Roma. Romanziere, oltre che storico rigoroso, Barbero tratta le vicende in uno stile scorrevole, quasi un racconto fatto a voce accanto al camino. Un esperimento di grande fascino.
Barbero racconta come le Crociate pongano un problema analogo a quello odierno, in seguito agli attacchi terroristici. Come giustificare le Crociate, un’impresa impossibile da realizzare se non ammazzando i nemici, quando il sesto comandamento vieta di uccidere? La soluzione trovata da Urbano II era di rimettere i peccati di chi fosse caduto combattendo gli infedeli: soluzione ambigua perché un peccato rimesso è sempre un peccato.
Alessandro Barbero insegna Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli. Studioso di prestigio, noto al largo pubblico, ha pubblicato molti volumi. Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo è il primo dei suoi romanzi di successo (Premio Strega 1996, tradotto in sette lingue), al quale altri sono seguiti, tutti editi da Mondadori. Per Laterza è autore di opere più volte ristampate, alcune delle quali tradotte nelle principali lingue.

venerdì 8 maggio 2015

Christine e la città delle dame

Christine e la città delle dame
di Silvia Ballestra
illustrazioni di Rita Petruccioli
pp. 64, € 18,00
Laterza, 2015
ISBN: 9788858119679

La città delle dame è popolata dalle più grandi donne del passato: regine, artiste, guerriere, sante, scienziate. A costruirla, con la leggerezza della penna e con la forza dell’intelligenza, è Christine, la prima scrittrice professionista della storia.
Si sta facendo sera e una giornata del 1404 volge al termine. Christine è molto stanca, scrive libri apprezzati e dirige una bottega in cui si copiano grandi volumi (la stampa non è ancora stata inventata). Avvolta nel suo abito blu, si vuole svagare un po’ dopo tanto lavoro e prende in mano il primo libretto che trova sul tavolo… Ma che orrore, quando lo legge! È l’ennesimo testo che se la prende con le donne, descritte come lagnose e piene di vizi. Christine è triste: sa bene che esser donna non significa esser debole. Ma ecco, dal fondo della stanza, un misterioso chiarore. Sono tre magnifiche dame, radiose, dal portamento maestoso: «Christine, siamo qui per dirti che sta per nascere una città, un luogo ove le donne possano ritrovarsi e difendersi dai tanti attacchi insensati. Prendi la tua penna, e usala come una cazzuola. Le storie di donne insigni saranno fondamenta e mattoni, mura e palazzi. Ascolta e scrivi di Semiramide, di Cassandra, di Didone, di Saffo, di Lucrezia, della Vergine Maria e di molte altre… Vedi, Christine, che non sei sola? La città delle dame è bella, forte e popolata.»
Silvia Ballestra è scrittrice di racconti, romanzi e saggi, più volte premiata. I suoi libri sono stati pubblicati dai maggiori editori italiani.
Rita Petruccioli è tra le più promettenti illustratrici italiane dell’ultima generazione.

martedì 5 maggio 2015

La casa di Barbara

La casa di Barbara
di Edgarda Ferri
pp. 72, € 9,90
Tre Lune Edizioni, 2015
ISBN: 9788889832899

«La signora con le due bande bianche pendenti dai capelli annidati sopra le orecchie e le scarpe gialle accavallate una sull’altra. La signora massiccia, e già avanti in età, che sta posando fra marito, figli, paggi, segretari e una nana, è Barbara del Brande-burgo, da quarant’anni sposata a Ludovico Gonzaga. Figlia di un re ... “madona Barbera”, innocente bambina undicenne aveva accettato senza battere ciglio di coricarsi fin dalla prima notte a fianco del marito ... Il pittore che la sta ritraendo è Andrea Mantegna, già famosissimo per genialità e tignoso carattere. Il luogo prescelto è una camera d’angolo dell’appartamento del castello di San Giorgio a Mantova ... L’artista la dipingerà “a buon fresco e tempera” immaginando una camera picta, una camera dipinta come un loggiato ...». È il nuovo avvincente racconto che l’autrice di tanti successi e del nostro Klimt ci regala in occasione della riapertura della Camera degli Sposi dopo i restauri post terremoto: la storia si snoda tra vita quotidiana e vita politica, tra arte e potere. Ne esce il ritratto appassionato intenso e ravvicinato di una donna e del suo tempo, quando il Rinascimento arriva al culmine dello splendore.
Edgarda Ferri, mantovana, vive e lavora a Milano. Scrittrice, saggista, giornalista, è specialista in biografie di personaggi storici. Esordisce nel 1963 con il romanzo Ci diedero dodici ore, vincitore del premio letterario "La Parrucca". Diciassette anni dopo scrive Dov'era il padre, una serie di incontri con padri di noti e pericolosi terroristi (Rizzoli 1982, tre edizioni). Nel 1988 si aggiudica il premio "Walter Tobagi" e la medaglia d'oro del premio letterario "Maria Cristina" per il libro Il perdono e la memoria (Rizzoli). Laureata in giurisprudenza e appassionata di storia, nel 1990 passa alla Mondadori e scrive per la collana "Le scie" una serie di biografie di donne famose come Maria Teresa d'Austria, Giovanna la Pazza, Caterina da Siena, Letizia Bonaparte, Matilde di Canossa, Eloisa, Elena (madre di Costantino); di artisti come Piero della Francesca, di condottieri e architetti come Vespasiano Gonzaga. Tornata ad occuparsi di storia contemporanea, ha raccolto le testimonianze degli ultimi dieci giorni di guerra a Milano, ne "L'alba che aspettavamo" (Mondadori), e la storia sconosciuta di Orlando Orlandi Posti, uno studente romano ucciso alle Fosse Ardeatine, "Uno dei tanti" (Mondadori),ridotta in forma di dialogo e interpretata al Teatro Piccolo Eliseo di Roma da Fabrizio Gifuni e Piera degli Esposti per la regia di Piero Maccarinelli. Ha pubblicato con la Casa Editrice Tre Lune "Klimt, le donne, l'arte, gli amori". Nel settembre 2013 ha pubblicato "Il cuoco e i suoi re" (Skira) e nel settembre 2014 ha pubblicato "Guanti bianchi" (Skira) Collabora al [Corriere della Sera].

domenica 3 maggio 2015

Gli eretici sul lago: storia dei catari bagnolesi

Gli eretici sul lago: storia dei catari bagnolesi
di Vittorio Sabbadini
pp. 144, € 15,00
Relapsus, 2015

La vera storia, inedita e qui ricostruita, della chiesa catara bagnolese. Elenco dei vescovi catari bagnolesi. Ragguagli sul "papa cataro". Nuove fonti originali tracciano la drammatica vita di alcuni eretici bagnolesi. Analisi e fatti della violenta repressione ecclesiastica, a Mantova, in Veneto e in Emilia. Il libro riassume i principali elementi dottrinali di questa frazione dell'eresia catara europea (XII-XIV sec.), presente nelle vicinanze di Mantova con una vera e propria struttura ecclesiastica, a tutti gli effetti una diocesi (naturalmente segreta). L'autore delinea i volti e le vicende, spesso tragiche, di catari mantovani che sacrificarono la loro vita pur di non tradire una sincera e sentita fede.
Vittorio Sabbadini è bagnolese, laureato in lettere moderne all'Università di Bologna, con diploma in paleografia, archivistica e diplomatica presso l'Archivio di Stato di Mantova.
È anche dirigente scolastico, ricercatore, appassionato di discipline umanistiche e di archeologia.

giovedì 30 aprile 2015

Costantinopoli e il suo impero

Costantinopoli e il suo impero
Arte, architettura, urbanistica nel millennio bizantino
di Mauro della Valle
pp. 256, € 24,00
Jaca Book, 2015
ISBN: 978-88-16-37109-5

Negli ultimi decenni la nozione di «arte bizantina» si è ampliata al punto da divenire un contenitore il più possibile elastico nel quale far confluire esperienze le più diverse, dalle Isole Britanniche alla Nubia, dalla Spagna alla Georgia e all’Armenia. In realtà la gran parte di questi territori, in contatto con l’Impero bizantino a vario titolo e in momenti diversi ma non continuativamente, ha presto sviluppato una fisionomia artistica molto caratteristica e il contributo di Bisanzio non è normalmente più ravvisabile se non al livello di un remoto sostrato di tradizione. Questo studio si propone di ricondurre tale problematica entro i suoi limiti più naturali, identificando come «arte bizantina» esclusivamente quella prodotta nei territori governati dall’imperatore d’Oriente o in altre aree ove sia di-mostrabile la presenza di maestranze provenienti da quei territori o dalla Capitale. Pur senza eccessive rigidezze, infatti, Costantinopoli, e la sua produzione architettonica e artistica senza pari che ha esercitato per secoli la sua influenza sull’intero Mediterraneo, è posta al centro della trattazione il cui punto di approdo è il 29 maggio 1453, quando la caduta della città pone un termine brusco a una vicenda più che millenaria.

domenica 26 aprile 2015

San Romedio. Una via sacra attraverso il Tirolo storico

San Romedio. Una via sacra attraverso il Tirolo storico
di Fiorenzo Degasperi
pp. 208, € 16,00 (acquista online a € 13,60)
Curcu & Genovese, 2015
ISBN: 978-88-6876-065-6

San Romedio, Sankt Romedius, come ogni santo che si rispetti, vive tra la leggenda e la storia, in quel territorio liminale dove cronologia, eventi, fatti e misfatti si confondono per diventare qualche cosa d’altro: la testimonianza del tempo sacro dell’uomo. E’ vissuto nel IV secolo, nel VI, oppure nel IX secolo? O è, come scrive Hans Voltelini, un figlio dei potenti Herrensalz, i Signori del Sale, di Thaur, vissuto nell’XI secolo?
O, come qualcun altro ipotizza, non è mai vissuto realmente ma è il frutto di una devozione popolare che, nel corso dei secoli, ha sovrapposto, scambiato, mescolato diverse figure, tutte facenti parte del meraviglioso e del fantastico. Sono tante le storie che, nel corso dei secoli, si sovrappongono.
In realtà, come sostiene la storiografia contemporanea, soprattutto quella tedesca, la storia di san Romedio ascrive la sua nascita nell’XI secolo, proiettandolo in una scenografia composta da un mondo ritornato selvaggio dopo le angosce dell’Anno Mille, una natura quasi vergine, una società molto gerarchizzata, un popolo contadino nella miseria, pochi potenti signori della guerra o della preghiera, Romedio si trova in compagnia di un popolo atterrito, pellegrino in una terra che, come il serpente che si morde la coda, è ritornata ad assomigliare a quella dell’epoca preromana. Il suo viaggio sarebbe stato quindi un pellegrinaggio tra cappelle e chiese sparse sulle montagne, con i loro campanili che sfidano le tempeste e orientano le anime perse nella bufera o nel peccato verso la sicurezza della pietra sacra. Preghiere e gesti, guarigioni e ossessioni, concorrono a calmare la collera divina che, quotidianamente, si abbatte sui villaggi, sulle persone e sugli animali. Nel cammino tra Thaur e il vicino santuario-monastero di St. Georgenberg, nella valle dell’Inn, quindi tra Thaur e Trento, tra la città di San Vigilio e Tavon – con la parentesi del pellegrinaggio a Roma –, nell’ombrosa forra anaune dove innalza il suo eremo-santuario su un antico luogo di culto, Romedio traccia una geografia del sacro e dell’immaginario. Una geografia dove l’uomo e l’animale orso fanno parte dello stesso mondo, in conflitto e in armonia allo stesso tempo.
Noi abbiamo seguito le fonti finché queste non ci portano nel deserto delle idee e delle speranze. Allora le abbiamo abbandonate, seguendo i sentieri dell’immaginario popolare, delle leggende scritte e delle leggende orali, entrambe infide come tutte le fiabe, ma che costituiscono la vera religiosità popolare che ha saputo, per secoli, ritagliarsi una devozione senza tempo e senza spazio, offrendoci una geografia sacra instabile e improbabile ma profondamente umana. Faremo parlare i silenzi della storia, i silenzi che parlano sovente più della parola scritta e del documento-monumento.
Romedio e San Vigilio: tutte le storie e le leggende ci portano a quel tempo carico di umori, timori e speranze. Lì dove fate, draghi, orchi e altri esseri meravigliosi affollano la fantasia popolare e danno corpo a sogni di rivalsa in un mondo rovesciato: la foresta, la forra, la rupe dell’eremo in quel lembo d’Anaunia non sono solo il luogo del rifugio, del ritiro e del rifiuto di un mondo mondano. Sono il luogo dove la natura si contrappone alla cultura, dove l’orso è mansueto ed è un ottimo compagno di viaggio.
Siamo entrati in questa geografia, percorrendo la via sacra e spirituale che da Thaur conduce, attraverso le Alpi, ricalcando l’antica “via del sale” e la posteriore “strada imperiale”, nella terra d’Anaunia, transitando per l’antica Tridentum romana, nella consapevolezza che le vie sacre sono quelle che il Santo stesso percorse. Di tappa in tappa si è cercato di ricostruire i legami storico-artistici con i luoghi toccati, aprendo una finestra sulle religiosità atesina e tirolese e sul lascito della tradizione nell’iconografia e nell’agiografia nei secoli successivi. Una tradizione che si è arricchita con il passare del tempo fino a diventare oggi un punto di riferimento importante per la cultura europea e che ha fatto dell’eremo una tappa religiosa e turistica ineludibile, non solo per ogni fedele ma anche per chi ama ripercorrere le strade della storia, dell’arte e della cultura europea e, in particolare, di quella tirolese.

Il libro, riccamente illustrato, è completato da diverse mappe che delineano il percorso da effettuare a piedi, sulle tracce di Romedio. Un viaggio devozionale, un’escursione nel ricco patrimonio artistico e culturale del Tirolo del nord, del Südtirol/Alto Adige e del Trentino. Inoltre un corposo capitolo, dopo che diverse cappelle e i loro arredi artistici – affreschi, sculture, segni di devozione, ecc. – sono stati completamente restaurati, ci fa da guida, passo dopo passo, del santuario anaune.