mercoledì 23 aprile 2014

Una tragedia imperiale. Federico II e la ribellione del figlio Enrico

Una tragedia imperiale. Federico II e la ribellione del figlio Enrico
di Ortensio Zecchino
pp. 100, € 8,90
Salerno Editrice, 2014
ISBN: 978-88-8402-916-4

La ribellione di Enrico, re di Germania, contro suo padre, l’imperatore Federico II, si concluse con la sua condanna alla segregazione carceraria, durante la quale, divorato dalla lebbra, pose miseramente fine alla sua breve esistenza. La vicenda evoca tutta la mitologica tragicità del rapporto padri-figli, ma anche – ciò che storicamente più conta – l’inestricabile complessità del conflitto politico, nell’autunno del Medioevo, intorno ai ruoli dell’Impero, delle monarchie, della feudalità e delle autonomie cittadine.
Ortensio Zecchino Storico del diritto e politico (senatore, ministro Università e Ricerca), ha insegnato nelle Università di Urbino, «Federico II» e «Suor Orsola Benincasa» di Napoli. Ha fondato e presiede il «Centro Europeo di Studi Normanni» ed ha presieduto il Comitato direttivo dell’Enciclopedia Fridericiana dell’Istituto Treccani.

venerdì 18 aprile 2014

Eretgia. La Crociata contro gli Albigesi, tra storia, epica e lirica trobadorica

Eretgia. La Crociata contro gli Albigesi, tra storia, epica e lirica trobadorica
di Marco Mason
pp. 114, € 14,00
Il Cerchio, 2014

"Se il re del Marocco e i suoi scuri saraceni / l’avessero assediata, non sarebbero riusciti a crepare neppure un singolo merlo. / Ma é l'armata di Cristo che sferra il colpo, nessun’altra."
L’armata che nel 1210 assedia la città di Minerve é composte de cristiani, soldati che hanno fatto il solenne giuramento al pontefice di costringere alla resa le roccaforti degli eretici e dei loro protettori in Linguadoca.
In una parola: crociati.
Quelle degli Albigesi, come viene normalmente ricordata nelle laconiche colonne dei testi scolastici, fu una crociata a un tempo simile e totalmente diversa dalle altre: non é il Saraceno, il "Moro" contro cui si guerreggia in Spagna; e il Cataro l'attuale nemico del cavaliere di Cristo.
Davanti alla minaccia della distruzione, ecco che i trovatori si ergono e strenui difensori dei valori della civiltà cortese di cui sono essi stessi la rappresentazione; ultimi eredi di un mondo apparentemente lontano ma che non ha mai cessato di parlarci.
Marco Mason (1987) vive e lavora come insegnante a Venezia.
Laureato presso l'Università Ca' Foscari ha collaborato con il Comune della città nell'ambito del recupero della toponomastica tradizionale.
Si occupa prevalentemente di storia delle idee e della tradizione di testi medievali, con particolare attenzione alla diffusione dei movimenti ereticali, nell'Europa del XII-XIII secolo, la letteratura occitanica e i romanzi del ciclo bretone.

venerdì 11 aprile 2014

L'ultimo messia. Profezia e sovranità nel Medioevo

L'ultimo messia
Profezia e sovranità nel Medioevo
di Gian Luca Potestà
pp. 252, € 22,00
Il Mulino, 2014
ISBN: 978-88-15-25102-2

La Seconda Lettera ai Tessalonicesi annuncia un misterioso soggetto destinato a contrastare la furia imminente del Figlio della Perdizione. In oriente nel VII secolo l'annuncio paolino è riferito al più potente e ultimo "re dei greci e dei romani". Più tardi, in occidente nuove figure messianiche improntano le attese profetiche: il "re dei franchi", il pastore angelico, il secondo Carlo Magno e infine il popolo delle città. Il libro illustra i più diffusi vaticini, apocalissi e sibille medievali: testi oscuri e allusivi si rivelano raffinati strumenti di propaganda politico-religiosa. Proiettando nei tempi finali conflitti di potere storicamente presenti, restituiscono con la forza del linguaggio simbolico le concezioni della sovranità proprie di un'epoca.
Gian Luca Potestà insegna Storia del cristianesimo all'Università Cattolica di Milano. Tra i suoi libri: "Il tempo dell'Apocalisse. Vita di Gioacchino da Fiore" (Laterza, 2004, tradotto anche in spagnolo) e "L'Anticristo. Vol. I: Il nemico dei tempi finali" (con M. Rizzi, Mondadori, 2005). Con il Mulino ha pubblicato anche «Storia del cristianesimo» (con G. Vian, 2010).

giovedì 10 aprile 2014

A consiglio. La vita poltica nell'Italia dei comuni

A consiglio
La vita poltica nell'Italia dei comuni
di Lorenzo Tanzini
pp. 256, € 22,00
Laterza, 2014
ISBN: 9788858111062

Riunirsi in assemblea, parlare in pubblico, prendere decisioni collettive: dagli inizi del XII secolo fino ai conflitti del Trecento, i cittadini dei grandi e piccoli centri urbani dell’Italia comunale vissero intensamente l’esperienza del consiglio come luogo di elaborazione della politica. L’assemblea, quale forma caratteristica della vita pubblica nella città medievale, conobbe un rilievo particolare per la precocità, le dimensioni e l’effettiva capacità decisionale che i consigli comunali seppero assumere. Ma chi poteva far parte dei consigli? Di cosa si discuteva? In che modo si poteva esprimere il parere personale? Come si affrontavano i conflitti d’opinione? La discussione animava le aule universitarie e le opere dei giuristi, ma soprattutto si accendeva nelle tumultuose sedute dei consigli cittadini, che le fonti cronachistiche e i verbali delle assemblee restituiscono con eccezionale vivacità. In un percorso cronologico che dà spesso voce ai racconti dei contemporanei, Lorenzo Tanzini segue il percorso evolutivo che partendo dalla pratica di partecipazione ancora confusa delle origini comunali condusse a forme molto articolate di consigli a dimensioni variabili, fino al definirsi nel Trecento di strutture decisionali tanto più efficaci quanto più ristrette.
Lorenzo Tanzini, ricercatore di Storia medievale presso l’Università di Cagliari, si occupa di storia delle istituzioni e del pensiero politico in Italia tra Medioevo e Rinascimento. Tra le sue pubblicazioni: Alle origini della Toscana moderna (Firenze 2007); Dai comuni agli stati territoriali. L’Italia delle città tra XIII e XV secolo (Parma 2010); Il sangue e la fortuna. Storie di condottieri nell’Italia del Rinascimento (Firenze 2011); «Mercatura è arte». Uomini d’affari toscani in Europa e nel Mediterraneo tardomedievale (a cura di, con Sergio Tognetti, Roma 2012).

sabato 5 aprile 2014

Sulle nature dell'universo - Libro III

Sulle nature dell'universo - Libro III
di Giovanni Scoto
a cura di Peter Dronke
traduzione di Michela Pereira
pp. 472, € 30,00
Fondazione Valla, Mondadori, 2014
ISBN: 978-8804634959
 
"Avrei dovuto pensare che da quel nome 'nihil' venga significata l'ineffabile, incomprensibile e inaccessibile luminosità della bontà divina, ignota a tutti gli intelletti tanto umani che angelici." Così Giovanni Scoto nel cuore del Libro III, esso stesso al centro del "Periphyseon". Il nulla domina le sue idee rivoluzionarie sulla Creazione. "Quando la trascendenza divina comincia ad apparire nelle teofanie" scrive Peter Dronke, "allora quel nulla diviene qualcosa. Creare dal nulla tutti gli esseri, dal più alto al più basso, significa farli apparire come teofanie, come manifestazioni del divino." Perché Giovanni Scoto sostiene che nel Verbo divino, nella Sapienza, tutte le cose sono sia eterne sia fatte, e che Dio, nel creare il mondo, crea anche sé stesso. La Sapienza è informe, e in essa sussiste la materia, essa stessa informe. Nessun filosofo platonico si era spinto sino a questo. La Sapienza, che è l'esemplare infinito di tutte le forme, non ha bisogno di forma "a essa superiore per formarsi", ma quando discende nelle forme guarda a sé stessa come al suo proprio principio formatore. Nella sua trascendenza, la Sapienza è non-essere e assoluto nulla, "ma in virtù della sua presenza nelle cose essa insieme è ed è detta essere". L'animato dibattito tra maestro e discepolo che costituisce l'ossatura del "Periphyseon" raggiunge qui uno dei suoi punti più alti, dettando tutta l'interpretazione letterale della Genesi che l'ispirato profeta Mosè ha composto nel linguaggio della poesia e del mito.
Testo latino a fronte. A questo link anche i Libri I e II usciti nel 2012 e 2013.

martedì 1 aprile 2014

I comuni di Jean-Claude Maire Vigueur

I comuni di Jean-Claude Maire Vigueur
Percorsi storiografici
a cura di Maria Teresa Caciorgna, Sandro Carocci, Andrea Zorzi 
pp. 336, € 30,00
Viella, 2014
ISBN: 9788867282531

La storia dei comuni è il settore più frequentato e più internazionalmente conosciuto della medievistica italiana. Il libro fornisce un quadro a tutto tondo degli studi, ricostruendo i percorsi di una storiografia dinamica, vasta, in continuo rinnovamento. Ciascun contributo affronta un aspetto della storia comunale, illustrando le discussioni più recenti e le interpretazioni apparse negli ultimi decenni.
Con quest’opera collettiva, viene reso omaggio a un grande storico, Jean-Claude Maire Vigueur. Fine interprete del mondo comunale, organizzatore di imprese di ricerca collettive, suggeritore di nuove piste di indagine, questo studioso in un quarantennio di attività ha profondamente rinnovato e condizionato le ricerche. Per questa ragione, parlare della recente storiografia sul mondo comunale vuol dire, in primo luogo, parlare de I comuni di Jean-Claude Maire Vigueur. Ne è uscito un libro che è un momento di riflessione e, insieme, uno strumento di conoscenza, opera di alcuni dei massimi medievisti italiani (e non solo).
Indice:
  • Premessa (p. 7-8)
  • Alessandro Barbero, L’Italia comunale e le dominazioni angioine (p. 9-31)
  • Maria Teresa Caciorgna, Beni comuni e storia comunale (p. 33-49)
  • Sandro Carocci, Storia di Roma, storia dei comuni (p. 51-68)
  • Maria Elena Cortese, Aristocrazia signorile e città nell’Italia centro-settentrionale (secc. XI-XII) (p. 69-94)
  • Élisabeth Crouzet-Pavan, D’une Rome à l’autre: les villes de J.-C. Maire Vigueur (p. 95-112)
  • Enrico Faini, La memoria dei milites (p. 113-133)
  • Giampaolo Francesconi, Potere della scrittura e scritture del potere. Vent’anni dopo la Révolution documentaire di J.-C. Maire Vigueur (p. 135-155)
  • Paolo Grillo, Cavalieri, cittadini e comune consolare (p. 157-176)
  • Isabella Lazzarini, François Menant, Les podestats (p. 177-199)
  • Sara Menzinger, Massimo Vallerani, Giuristi e città: fiscalità, giustizia e cultura giuridica tra XII e XIII secolo. Ipotesi e percorsi di ricerca (p. 201-234)
  • Giuliano Milani, Contro il comune dei milites. Trent’anni di dibattiti sui regimi di Popolo (p. 235-258)
  • Francesco Pirani, Comuni e signorie nello Stato della Chiesa (p. 259-279)
  • Alma Poloni, La mobilità sociale nelle città comunali italiane nel Trecento (p. 281-304)
  • Gian Maria Varanini, Comuni cittadini italiani e istituzioni ecclesiastiche (inizi XIII sec.). Spunti dalla ricerca recente (p. 305-325)
  • Indice dei nomi e dei luoghi, a cura di Antonella Mazzon (p. 327-334)
Acquista online con lo sconto del 15%.

lunedì 31 marzo 2014

Musica Instrumentalis Mediaevalis

Musica Instrumentalis Mediaevalis
Analisi delle forme musicali strumentali in Joahnnes de Grocheo
di Enrico Baldassarre
pp. 228, € 25,00
Il Salentino Editore, 2014
ISBN: 978-88-96446-13-3

La musica strumentale è degna di essere menzionata nelle trattazioni teoriche e Johannes de Grocheo infatti nell’ambito della musica simplex, la monodia profana, cita tre tipologie di cantilenae, forme strumentali,  rotundellus, ductia e stantipes. Nella presente  si comparano le definizioni offerte da Grocheo con le testimonianze musicali sopravvissute nei manoscritti f. fr. 844 della Biblioteca Nazionale di Parigi e Additional 29987 della British Library, al fine di riscontare analogie e differenze tra quanto stabilito nel De musica e il repertorio sopravvissuto. Era oggetto di studio all’Università di Parigi nella seconda metà del XIII secolo la teoria dei modi significandi, ovvero l’analisi dei procedimenti di produzione e comunicazione del significato. Grocheo descrisse esattamente la musica e la notazione musicale come uno dei sistemi di segni creati dall’uomo per comunicare significati e sottolineò altresì la funzione del codice, cioè di insieme di regole di utilizzazione che il trattato svolge nei confronti della notazione. Riguardo alle forme musicali strumentali egli descrive con precisione le caratteristiche proprie di ognuna.  L’analisi del processi compositivi e il rilevamento delle caratteristiche ritmico-melodiche ha avuto come scopo la ricerca della definizione del canone estetico musicale dell’epoca che spero consenta di comporre ex novo le forme strumentali medievali, al di fuori di una mera centonizzazione. La presente trattazione si conclude infatti con delle composizioni musicali originali da me composte su modello delle forme musicali strumentali del Medioevo e spero sia un utile sussidio per chiunque si appassioni a tale repertorio e voglia ricreare tale stile in nuove composizioni.