sabato 21 gennaio 2017

Il marchio perduto del templare

Il marchio perduto del templare
di Giuliano Scavuzzo
pp. 288, € 9,99
Newton Compton, 2017
ISBN: 978-88-227-0082-7

Nella Roma medioevale di Innocenzo III, una città in piena decadenza vessata dal malaffare e dal crimine, sei cavalieri templari, che durante la prigionia in Terra Santa hanno votato l’anima al diavolo, sono pronti a sacrificare due piccoli gemelli e a scatenare l’Apocalisse. Il loro capo, Lucifuge, ha bisogno di un antico libro, la Clavicula Salomonis, per compiere la cerimonia finale. Uno dei templari, Shane de Rue, ha però rubato e nascosto il prezioso grimorio, tradendo i suoi compagni e privandosi poi dei propri ricordi per impedire a chiunque di ritrovarlo. Ma le immagini di una battaglia cruenta in Terra Santa continuano a tormentarlo, come una maledizione. Solo Lilith, una strega dai poteri straordinari, potrebbe liberarlo dall’anatema che lo ha colpito: parola di Don Graziano, un prete che ha chiesto l’aiuto di Shane per fermare l’uccisione dei gemelli. Quando i due si recano al Colosseo per incontrare la donna, ecco che Lucifuge li sorprende.
Giuliano Scavuzzo è nato a Roma nel 1976. Dopo la laurea in Economia, ha ottenuto un Master in Business Administration con specializzazione in comunicazione e marketing. Per anni ha lavorato in questi settori, finché non ha deciso di trasferirsi a Bali per alcuni mesi, e lì, tra meditazione e surf, ha cominciato a scrivere un romanzo ambientato nella Roma medioevale. Collabora con diversi blog occupandosi di cultura, sport e medicina.

venerdì 20 gennaio 2017

Eloisa e Abelardo

Eloisa e Abelardo
di Régine Pernoud
pp. 240, € 20,00
Jaca Book, 2017
ISBN: 978-88-16-41394-8

Eloisa e Abelardo: una coppia indimenticabile vissuta nel secolo di Tristano e Isotta. La loro storia, che ha conosciuto travisamenti e misconoscimenti, è qui ricostruita con rigore attraverso la suggestiva lettura del loro epistolario, in grado di mostrare i due volti dell’umanità medievale: un confronto tra passione e filosofia, fede e ragione, vissuto in una «dialettica di coppia» la cui tensione e densità restano fuori del comune e perciò altamente emblematiche. Lo stile vivace di Régine Pernoud assume come sfondo il secolo XII, caratterizzato da un clima di febbrile ripresa degli studi e da ideali di riforma monastico-religiosa. È inoltre la stagione dell’amor cortese, degli scontri fra eresia e ortodossia, quando l’arte romanica ormai pienamente sviluppata cede il passo ai primi tentativi di «architettura ragionata». Il desiderio di assoluto si snebbia e si umanizza, fornendo le strutture per le grandi somme teologiche della Scolastica. L’amore fra Eloisa e Abelardo è dunque la storia di due amanti che la vita separa e spinge verso una prospettiva di rinuncia. Ma anche dalla privazione l’amore, in un alternarsi di luci e ombre, finisce per trionfare conducendo alla santità.
Régine Pernoud (1909-1998) è stata un’apprezzata medievistafrancese. Conservatrice del Museo di Reims, del Museo della Storia di Francia e poi degli Archivi Nazionali, nel 1974, su impulso di André Malraux, ha fondato e diretto il Centro Giovanna d’Arco di Orléans. Jaca Book ha pubblicato in Italia diverse sue opere: Immagini della donna nel Medioevo (1998); La spiritualità di Giovanna d’Arco (1998, 1999); Martino di Tours (1998); Cristina da Pizzano. Storia di una scrittrice medievale (1996, 2010); Nel Medioevo con Régine Pernoud (1996, cofanetto di quattro volumi illustrati per ragazzi); Storia della borghesia in Francia (1986); Eleonora d’Aquitania (1983, 2012).

mercoledì 18 gennaio 2017

Le lingue romanze

Le lingue romanze
Profilo storico-comparativo
di Marcello Barbato
pp. 192, € 20,00
Laterza, 2017
ISBN: 9788859300328

Una presentazione chiara e rigorosa dei principali cambiamenti fonologici e morfosintattici occorsi nell’evoluzione dal latino alle lingue romanze. Il testo colma un vuoto nell’offerta didattica per l’università: esistono infatti numerosi manuali che trattano la storia esterna delle lingue romanze o che si concentrano sullo sviluppo dei generi testuali, mentre minore attenzione è dedicata alla grammatica storica. L’evoluzione è studiata sistematicamente per sardo, romeno, italiano, romancio, francese, occitano, catalano, spagnolo e portoghese. La conoscenza del latino non è presupposta. I principi della linguistica storica sono esplicitamente introdotti e illustrati.
Marcello Barbato insegna Filologia e linguistica romanza presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. I suoi interessi vanno dalla filologia medievale alla dialettologia, passando per la storia della lingua, la lessicografia, l’etimologia e la grammatica storica. Tra le sue pubblicazioni: Il libro VIII del Plinio napoletano di Giovanni Brancati (Napoli 2001); Lu Rebellamentu di Sichilia (Palermo 2010); Cronache volgari del Vespro (Roma 2012).

venerdì 13 gennaio 2017

Acri 1291. La caduta degli stati crociati

Acri 1291
La caduta degli stati crociati
di Antonio Musarra
pp. 340, € 24,00
Il Mulino, 2017
ISBN: 978-88-15-26739-9

«Sappiate, bei signori, che nessuno potrebbe dire né raccontare il pianto e il dolore che vi fu quel giorno, e la pietà per i piccoli massacrati e sventrati dai cavalli, che gli passavano sopra, né c’è persona al mondo, pur con cuore duro, che non piangesse a vedere quella punizione, e perciò sono sicuro che tutti i cristiani piangevano quel giorno, vedendo ciò, poiché anche i Saraceni, come si è saputo, avevano poi provato pietà e piangevano»
Templare di Tiro
Il 18 maggio del 1291, dopo un drammatico assedio, Acri, l’opulenta capitale del regno crociato di Gerusalemme, cadeva sotto i colpi d’un giovane ma ambizioso sultano mamelucco, seguita dieci giorni dopo dal castelletto templare, teatro dell’estrema difesa cittadina. Cessava così, dopo quasi due secoli, la presenza crociata in Terrasanta. L’Occidente metabolizzò il fatto con un gran vociare e molte recriminazioni, ma senza impegnarsi attivamente per recuperare quanto perduto. In questo libro, la fine degli stati crociati è letta nel contesto più generale dei sommovimenti che interessarono il territorio siro-palestinese nel corso del XIII secolo: un’area contesa a vario titolo fra Mongoli e Mamelucchi, Genovesi, Pisani e Veneziani, papi e imperatori, Templari e Ospitalieri, re, regine e reggenti, e difesa da nugoli di crociati sovente indisciplinati che finiranno per decretarne la rovina.
Antonio Musarra è dottore di ricerca in Storia medievale e Fellow di Harvard (Villa I Tatti). Tra i suoi libri: «La guerra di San Saba» (Pacini, 2009), «Gli Italiani e la Terrasanta» (a cura di; SISMEL, 2014), «Genova e il mare nel Medioevo» (Il Mulino, 2015), «In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta» (ISIME, in corso di stampa).

giovedì 12 gennaio 2017

Ravenna medievale. Chiese e altri edifici di culto

Ravenna medievale. Chiese e altri edifici di culto
di Paola Novara
pp. 168, € 15,00
Supernova Edizioni, 2016
ISBN: 78-88-6869-094-6

Il libro riccamente illustrato offre una panoramica completa, documentatissima e assolutamente inedita sulle chiese e gli altri edifici di culto nella Ravenna medievale, con accuratissime note di storia e archeologia come risulta evidente dalla smisurata bibliografia.

mercoledì 11 gennaio 2017

Sonnambuli verso un nuovo mondo

Sonnambuli verso un nuovo mondo
L'affermazione dei comuni italiani nel XII secolo
di Chris Wickham
Traduzione e cura editoriale di Luigi Provero
pp. 240, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867286546

Nel quadro della disintegrazione del Regno d’Italia, tra XI e XII secolo, una nuova forma di governo collettivo – il comune – si affermò nelle città del Centro e del Nord. Sonnambuli verso un nuovo mondo considera questo processo in modo profondamente nuovo, mutando completamente la nostra lettura di una delle più importanti novità politiche e culturali del mondo medievale.
Grazie al quadro articolato delle strutture sociali e di potere di tre città – Milano, Pisa e Roma – poste poi a confronto col vivace sfondo delle altre città italiane, Chris Wickham mostra come lo sviluppo di una delle prime forme di governo non regio dell’Europa medievale si sia compiuto senza che gli esponenti delle élite cittadine fossero realmente consci di creare qualcosa del tutto nuovo, muovendosi come sonnambuli, senza una chiara consapevolezza del radicale mutamento in atto.
Chris Wickham è professore di Storia medievale all’Università di Oxford. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo Legge, pratiche e conflitti, Roma 2000; Le società dell’alto medioevo. Europa e Mediterraneo, Roma 2009; Roma medievale: crisi e stabilità di una città, Roma 2013, tutti pubblicati da Viella, e L’eredità di Roma. Storia d’Europa dal 400 al 1000 d.C., pubblicato da Laterza, Roma-Bari 2015. 

martedì 10 gennaio 2017

L'esercito di Bisanzio in Italia (535-1071)

L'esercito di Bisanzio in Italia (535-1071)
dalla riconquista giustinianea alla caduta di Bari
di Nicola Bergamo
Illustrazioni di Luca Stefano Cristini
pp. 90, € 20,00
Soldiershop, 2016
ISBN: 9788896519950

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente fu Costantinopoli a mantenere vive le vestigia e tradizioni romane. Dalla nuova capitale sul Bosforo, opulenta città e ricca di fascino, ripartirono i tentativi di ricostruire l’unità spezzata. Ci volle quasi un secolo per organizzare una valida spedizione militare con l’ambizione di riconquistare le antiche terre perdute e questo fu possibile grazie al governo di Giustiniano I. La guerra che ne seguì, conosciuta come “guerra gotica”, durò quasi 20 anni, unificò la provincia con l’Impero, ma distrusse la penisola. L’unità ebbe però vita breve, i Longobardi giunsero in Italia nel 569 e la designarono come loro nuova dimora. Gli Imperiali, così, si trovarono sulla difensiva per quasi due secoli mantenendo gran parte dei territori, almeno fino all’avvento di Rotari che nel 643 ne conquistò gli ultimi brandelli. L’Imperatore Costante II decise così di intervenire militarmente guidando lui stesso una spedizione in Italia ma non ebbe gli esiti sperati e Ravenna cadde nel 751 sotto le lame longobarde.
La risposta imperiale poté concretarsi solamente un secolo dopo, quando fu inviato il generale Niceforo Foca “il vecchio”, che riuscì a conquistare tra il 885 e il 886 gran parte della Puglia, della Calabria e parte del beneventano. Il controllo imperiale si mantenne forte per quasi due secoli e poté pure intervenire, con parte dei suoi soldati italici, nella nuova spedizione militare organizzata da Giorgio Maniace per riconquistare la Sicilia nel 1038. Con l’arrivo di Roberto il “Guiscardo” nel 1050, le bande normanne trovarono finalmente il loro capo indiscusso e questo permise la rapida conquista di diverse porzioni del territorio imperiale fino a conquistarne la capitale politica, Bari nel 1071.
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lunedì 9 gennaio 2017

Le strade dei pellegrini. La colomba e i leoni: 2

Le strade dei pellegrini. La colomba e i leoni: 2
di Cristina M. Cavaliere
pp. 598, € 19,50
Silele Edizioni, 2016
ISBN: 978-88-99220-71-6
 
Dopo la battaglia di Uclès del 1108, lo schiavo cristiano Jamil la Colomba è ritornato in Marocco in compagnia dell’amorevole medico sufi Mandhur, delle donne guerriere e del bambino Karim. E, soprattutto, del principe Ghassan ibn Rashid, il suo signore: un misto di tenebra, luce e segreti inconfessabili. Insieme hanno  cominciato a  sciogliere il doloroso legame che li tiene avvinti. È anche tempo per Jamil di rammentare la storia della sua fuga attraverso l’impero musulmano, anni addietro. La magnifica avventura si svolge tra deserti e gole, oasi e palmeti, tempeste di sabbia e piene inattese, vestigia di città romane, leoni e inseguimenti, ed è costellata dagli incontri con un enigmatico giovane che sembra sbucare dal nulla. Con il suo aiuto, il ragazzo attraversa lo stretto di Gibilterra, percorre l’Andalusia musulmana e raggiunge i territori dei Franchi. Arriva così alle rovine di una fortezza sui Pirenei: Montségur. Là, lo aspetta una compagnia di cavalieri cristiani diretti in Italia allo scopo di reimbarcarsi per la Terra Santa. Tra di loro c’è suo padre, il conte fiammingo Geoffroy de Saint-Omer. All’uomo, però, è stato proibito da volontà superiori di rivelare la sua vera identità al ragazzo. Spetterà a quest’ultimo il compito di dissolvere le nebbie che si addensano sulla sua infanzia e riconquistare i ricordi perduti. Riuscirà nella difficile impresa di riconoscere in Geoffroy il suo vero padre? Il romanzo è in bilico tra sogno e realtà, passato e presente, mondo terreno e regno celeste, visioni e concretezza, e in esso si snodano i molteplici itinerari dei protagonisti, sia spirituali sia geografici. Essi compiono il viaggio per eccellenza: quello della vita. Viaggio che sfocia per tutti gli esseri umani in un nuovo, enigmatico percorso… e che nel romanzo si traduce nel colpo di scena finale.
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domenica 8 gennaio 2017

Oltre le fazioni. L'altra faccia di guelfi e ghibellini

Oltre le fazioni. L'altra faccia di guelfi e ghibellini
di Chiara Mattarozzi
pp. 96, € 19,00
Soldiershop, 2016
ISBN: 978-8893271592

Guelfi, ghibellini, fazioni: termini molto usati e conosciuti, ma fino a che punto? Nell'ultimo decennio, diversi studi hanno messo in luce il ruolo non certo marginale delle aristocrazie locali nello stato visconteo-sforzesco, le quali riuscirono ad esercitare un potere non indifferente nei rapporti con il governo centrale. Le partes, considerate nell'immaginario comune semplice fattore di discordia e conflitto, ebbero in diverse occasioni un ruolo importante, come elementi di stabilità e di composizione dell'ordine cittadino. In questo testo si è cercato di far ordine tra gli studi ad oggi disponibili e di analizzare la situazione delle diverse città del dominio milanese. Uno sguardo particolare è dedicato ai tentativi di Bernabò Visconti, Filippo Maria Visconti e Ludovico Maria Sforza di contenere lo strapotere delle parti, rivendicando la superiorità del potere centrale, per andare "oltre le fazioni". (In appendice, trascrizione integrale degli Statuta seu Capitula Sancte Unionis Civium Alme Civitatis et Comitatus Papie).

sabato 7 gennaio 2017

Soglie del Medioevo. Le grandi questioni, i grandi maestri

Soglie del Medioevo
Le grani questioni, i grandi maestri
di Giuseppe Sergi
pp. X-350, € 28,00
Donzelli Editore, 2016
ISBN: 9788868435240
 
Il medioevo è forse il periodo più frainteso della storia. Su di esso pesano la vastità degli spazi e la lunga gittata delle periodizzazioni, come pure le difficoltà interpretative delle fonti: tutti fattori che spesso espongono al rischio di indebiti schematismi e di forzate generalizzazioni. Per questi motivi, quella che – per sottrazione – è definita «l’età di mezzo» ha bisogno più di altre di essere sottoposta a un insieme di «spiegazioni». In effetti, per addentrarsi nel medioevo, per poterne dominare i nodi cruciali, occorre saperne varcare le soglie: ed è a questa vera e propria iniziazione alle grandi questioni della storia medievale che qui ci conduce Giuseppe Sergi, uno dei nostri medievisti più rigorosi e autorevoli. Sulla scorta del richiamo al famoso saggio Soglie di Gérard Genette, in cui il critico letterario conferisce valore agli elementi ausiliari dei libri (il «paratesto»), questi magistrali saggi brevi – nati come prefazioni o postfazioni, e dunque originati dall’esigenza di introdurre il lettore in un testo o di tracciarne il bilancio conclusivo – affrontano gli interrogativi aperti da libri e convegni incontrati o promossi da Sergi nel suo lungo lavoro di ricerca, mettendo a confronto gli stereotipi delle conoscenze diffuse con i saperi consolidati della storiografia. Sono così rivisitati i grandi temi (dallo spazio europeo carolingio al rapporto tra signoria e feudalesimo, dalle strategie dinastiche ai rapporti patrimoniali, dall’alimentazione alla riforma ecclesiastica); è analizzato il contributo fondamentale dei maestri della storiografia più recente (da Tabacco a Fossier, da Capitani a Fumagalli, da Hobsbawm a Le Goff); sono studiate le grandi questioni di metodo (il rapporto tra geografia e intervento umano, la mobilità dei popoli, le strade, i pellegrinaggi, le reti monastiche); sono inseriti nei loro contesti relazionali i luoghi (in particolare le abbazie e le certose, con la corrispondenza fra istanze spirituali del monachesimo e organizzazione materiale della signoria monastica). Ne scaturisce una utilissima guida di metodo, anche per il lettore non specialista. Fuori dagli stereotipi, la storia medievale acquista dimensione e spessore, e assume i connotati di una vicenda in grado – ancora – di interloquire con il nostro presente.
Giuseppe Sergi, storico dell’Università di Torino, fa parte del Consiglio scientifico del Centro italiano di studi sull’alto medioevo di Spoleto e dirige il Bollettino storico bibliografico subalpino. Fra le sue opere recenti: Dieci secoli di medioevo (con Renato Bordone, Torino 2009), Antidoti all’abuso della storia (Napoli 2010), Gerarchie in movimento (Spoleto 2013).
Recensioni:
Franco Cardini, l'Avvenire del 2 dicembre 2016.
Alessandro Barile, Il Manifesto del 7 gennaio 2017.